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Eboli: pizzo sui patentini per le sigarette, 7 persone a processo

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Tempo di Lettura: 3 minuti

EBOLI. Patentino per le sigarette? Devi pagare. Vero e proprio pizzo quello offerto da 7 persone, finiti a processo, per ottenere la possibilità di vendere prodotti di tabacchi. Per la precisione 7 arresti ed una richiesta di patteggiamento. È stato Enzo Rizzo, guardia giurata, a scegliere quest’ultima opzione. Per lui 1 anno e 10 mesi. Il gip Zambrano emetterà la sentenza il 12 dicembre.

Per gli altri invece la prima udienza è prevista per il 6 marzo 2018. Dovranno comparire davanti alla seconda sezione penale di Salerno Antonio Salimbene, dirigente battipagliese del monopolio di Stato, i baristi ebolitani Dario Ginetti, Luciano Moscariello e Damiano Panico, il sanseverinese Alfono Califano, secondo uomo di fiducia di Salimbene, nella zona nord di Salerno ed infine Giuseppe Perrino, di San Marzano sul Sarno e Michele Pagliuso di Cosenza.

L’indagine partì in seguito alla denuncia di un imprenditore ebolitano rimasto senza sigarette nel suo bar in San Vito Martire. Questo, titolare di un distributore di benzina, raccontò le pratiche di Salimbene ad Eboli.

La Guardia di finanza ottenne l’autorizzazione per effettuare intercettazioni sui telefonini di Salimbene e Rizzo. Dalle conversazioni è emerso che le accuse dell’imprenditore ebolitano fossero fondate. Salimbene rinnovava i patentini in provincia di Salerno utilizzando Rizzo e Califano per la riscossione delle tangenti. I contatti avvenivano in pizzeria o davanti ai bar del centro.

Ascoltati anche alcuni agenti della polizia municipale in merito ad alcuni lavori sospetti del Comune. Da lì è emerso il nome di un ex vicesindaco vicino ai baristi indagati. Venivano quindi organizzati gli incontri, dove veniva proposta una mazzetta per il rinnovo del patentino. Il costo era di 5mila euro.

Il metodo di Salimbene si radicò velocemente nel resto della provincia di Salerno. Ad Eboli, però, la richiesta arrivava ad una mazzetta di circa 50mila euro. Ma il ristoratore di Cioffi che da pochi mesi aveva inaugurato il locale rifiutò l’accordo. Anche altri baristi della Piana del Sele rifiutarono.

I capi di imputazione contestati sono: concussione, abuso d’ufficio, falso ideologico (per Salimbene), induzione indebita a dare o promettere utilità (per gli altri sette imputati). A dicembre ci sarà la sentenza per Rizzo. A marzo il processo per gli altri.

 

(fonte Il Mattino)

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