Eboli, assemblea pubblica contro biodigestore e rifiuti: il riassunto
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EBOLI. Assemblea pubblica informativa per dire no al biodigestore ed ai rifiuti. Si è tenuta stamane all’Hotel Grazia dove sono intervenuti il capogruppo di Forza Italia Damiano Cardiello, il consigliere comunale Antonio Petrone, la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese e l’ex sindaco di Eboli Gerardo Rosania, oltre che comitati cittadini e tecnici.
Un confronto con i cittadini organizzato dal consigliere azzurrino Damiano Cardiello che ha ripercorso gli ultimi anni di storia di entrambi gli impianti, quello battipagliese e quello ebolitano, estrapolando numeri e ripetendo che il problema dei miasmi, per entrambe le città, è presente da tempo sul territorio e che ormai da anni poco si è fatto e poco si fa per trovare una soluzione concreta al problema.
«È da anni che Eboli, Battipaglia e l’intero territorio della Piana del Sele convivono con il problema dei miasmi. Tonnellate e tonnellate di rifiuti che ogni giorno arrivano e dei quali noi non conosciamo l’entità. Rifiuti metallici, scorie, rifiuti per incenerimenti che causano problemi non indifferenti per la salute del cittadino e per l’economia dell’intera Piana. Bisogna dire basta, perché tanto abbiamo già dato. È necessario che sentano il nostro “No” all’ampliamento degli impianti che, ribadisco, è già impensabile che siano collocati così vicini tra loro, semplicemente separati da una recinzione metallica».
Una presenza, quella sul territorio di due impianti e la possibilità della creazione di nuovi che andrebbe contro l’indirizzo prettamente agricolo della Piana del Sele. I dati estrapolati da un tecnico parlano infatti di false compatibilità ed di una valutazione di impatto cumulativo dei rifiuti mai fatta. A questo si aggiunge la mancata presenza di una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) necessaria per individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un’opera.
«A questo si aggiunge la mancata informazione da parte degli organi regionali ai cittadini, i quali non hanno reso noto il procedimento sui giornali locali, come opportuno fare, ma riportando tutto sul sito web».
In vista di questo l’appello degli esponenti politici è quello di una vera e propria chiamata alle armi, con l’ex sindaco rosso Gerardo Rosania che invita i cittadini di tutti i comuni ad alzare le barricate e presidiare lo Stir di Battipaglia e l’impianto di compostaggio di Eboli.
«Bisogna creare disagi – ha spiegato Rosania – in modo da far capire alla Regione che la Piana del Sele non ci sta più ad essere marginalizzata come da tanti anni ormai già fanno. Mi rivolgo ai cittadini di Eboli, chiedendogli di svegliarsi dal letargo ed unirsi alla lotta portata avanti da Battipaglia e da altri comuni. È necessario che tutto il territorio proclami stato d’agitazione e costringere i vertici sovracomunali ad ascoltarci».
A concludere l’assemblea la prima cittadina di Battipaglia Cecilia Francese, che ha fatto il sunto su quanto accaduto in regione nella giornata di giovedì.
«I vertici regionali, rappresentati dal vice governatore Fulvio Bonavitacola, hanno fatto capire che non c’è alcuna intenzione da parte loro di cambiare idea. Questo nonostante 2 siti antistanti, quelli di Battipaglia ed Eboli, sono non solo un rischio elevato per la salute dei cittadini e del territorio ma anche antieconomici.
Le cifre sviscerate da Bonavitacola, calcolatrice alla mano, sono false. Lo Stir tratterebbe, con il piano attuale, 130mila tonnellate a cui si andrebbero ad aggiungere quelle del nuovo sito di compostaggio. A queste vanno addizionate quelle dell’impianto di Eboli, rendendo le due città un vero e proprio fulcro dello smaltimento rifiuti, danneggiando residenti ed imprese.
L’assessore all’ambiente ci ha quasi addossato la colpa di tutto ciò, facendo scaricabarile. Inascoltata è stata la nostra richiesta di un unico impianto per la Piana del Sele. È quindi necessario rimanere uniti per far capire che il territorio ed i suoi abitanti non ci stanno. È necessario prepararsi ad una lotta comune o perdiamo in partenza. Nonostante tutto è però necessario un piano B.
Per questo abbiamo richiesto anche maggior monitoraggio, un adeguamento delle strutture e un miglioramento della viabilità.
Non capiamo inoltre perché non è stata presa in considerazione la possibilità di una delocalizzazione in aree meno popolate e più distanti dalle imprese. Chi ha pensato a questo piano evidentemente non conosce la Piana del Sele, che rischia di subire un danno d’immagine enorme. C’è stata una pochezza politica ed una mancanza di prospettiva anche futura».
E da qui la sferzata della Francese a Bonavitacola: «il vice governatore, scherzando, ha detto di essere pronto a venire a Battipaglia per spiegare tecnicamente il perché della scelta ed il motivo per il quale sarebbe una risorsa. Quasi quasi – ha concluso tagliente la sindaca – stiamo pensando di raccogliere la sua proposta e farlo venire qui, in modo che possa confrontarsi con i cittadini direttamente».








