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Capaccio, alluvione 2015. Franco Palumbo duro: “i maestrini stessero a casa”

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CAPACCIO. «Con chi credono di avere a che fare? Nonostante la gente li ha mandati a casa sei mesi fa, ancora pretendono di fare i maestrini della situazione, prendendo in giro i cittadini». Il Sindaco di Capaccio Paestum, Franco Palumbo, risponde così alle ultime esternazioni di alcuni esponenti dell’ex Amministrazione Voza fatte pubblicamente in merito al risarcimento dei danni cagionati dall’esondazione del fiume Sele nel 2015.

«Dal punto di vista giuridico, non è assolutamente vero quanto da loro asserito perché la legge in materia è chiarissima: le domande di risarcimento devono essere presentate, tramite il Comune, alla Regione Campania entro e non oltre il decimo giorno lavorativo. – sottolinea Palumbo – Chi sostiene l’opposto, cercando di scaricare su altri le proprie responsabilità, lo fa in malafede e prendendo due volte in giro famiglie e aziende che, oltre al danno materiale dell’alluvione del 2015, hanno ricevuto anche la beffa di sapere che quelle domande non furono presentate entro i termini giusti».

«Emerge ancora una volta la scorrettezza istituzionale di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi, creando false aspettative nei cittadini. – conclude il Sindaco – Bisognerebbe essere corretti nei confronti della comunità e assumersi le proprie responsabilità.

Qui, invece, stiamo assistendo al fenomeno opposto perché chi è gravemente responsabile per un danno causato ai cittadini, si erge a maestrino e a fenomeno cercando di dare le soluzioni su come fare. Se proprio hanno così a cuore la vicenda, inizino a spiegare ai cittadini perché non sono stati informati due anni fa, ossia quando è giunta l’archiviazione.

Se ne stessero lì dove sono stati spediti con il voto dai cittadini di Capaccio Paestum, a casa. Non ce lo devono dire loro che è auspicabile trovare una soluzione al problema, perché è quando ci siamo insediati che stiamo combattendo quotidianamente per porre rimedio si loro disastri».

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