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Terremoto dell’Irpinia, dopo 37 anni ancora senza casa: la storia

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Tempo di Lettura: 3 minuti

CAVA DE’TIRRENI. Sono trascorsi 37 anni dalla tragedia che ha sconvolto l’Irpinia, ma per alcuni la condizione di sfollati del post terremoto non è mai cambiata.

Un’abitazione che l’anziana signora cura nei minimi dettagli, ma le infiltrazioni e gli spifferi che porta l’inverno non sono facili da superare. Il racconto di Lucia è riportato da La Stampa.

«Della scossa ricordo tutto. La notte in strada, al gelo, passata a stringere mio figlio. Quando fummo trasferiti in questa campo con altre 137 famiglie, ci misero subito in guardia: “Sono casette temporanee di lamiera, durano poco“. Dovevano servire solo per fronteggiare l’emergenza. Avevano un’abilità massima di 5 anni». Tutti i tetti erano di Eternit. Lo sono ancora. L’amianto non è mai è stato smantellato. 

 

La signora Lucia Senatore ha fatto l’operaia alla Manifattura Tabacchi, poi la bidella per più di metà della sua vita. Da questo container andava a scuola e tornava indietro, da qui va a prendere la pensione da 830 euro al mese quando se la sente di uscire. Sempre qui viene a trovarla suo figlio e arriva il medico della mutua. L’indirizzo è scritto anche sulla carta d’identità: «Via Luigi Ferrara, prefabbricato 59».

«Quando vado a chiedere in Comune, mi rispondono che il problema è che sono single, abito da sola – spiega Lucia – Per me ci vorrebbe un alloggio di piccola metratura, ma loro non li hanno. Però ho scoperto che hanno assegnato una casa di 45 metri quadrati a una amica di un impiegato dell’ufficio tecnico, l’hanno data a dei finti separati, ad altri che occupavano i container abusivamente. A me sono sempre piaciute le cose oneste e educate, per questo sono qui».

«Mi dispiace molto per questa situazione – dice Antonino Attanasio assessore al Patrimonio e capo della polizia municipale di Cava de’ Tirreni – Mi rendo conto che il quadro possa apparire sconfortante, ma noi ce la stiamo mettendo tutta per ripristinare la legalità. Ci sono state delle lungaggini pazzesche. C’è stata gente che ha cercato di approfittare della situazione. Da tre anni stiamo lavorando con la procura per mettere tutto in regola, entro marzo le ultime case saranno assegnate ai legittimi proprietari. Anche il nuovo appartamento della signora Senatore sarà pronto, negli ultimi tempi è stata un po’ irragionevole, non ha voluto accettare una casa parcheggio. Ma nel 2018…».

«Mi sono passati davanti tutti – conclude la signora Senatore – questo è il grande rimpianto della mia vita. Dovevo essere più arrabbiata. Ma non voglio morire qui».

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