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Eboli, serre. Fornataro (Noi tutti liberi e partecipi): “Piana del Sele piena, impatto sul paesaggio devastante”

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Tempo di Lettura: 3 minuti

EBOLI. Vincenzo Fornataro, coordinatore di NOI TUTTI LIBERI E PARTECIPI interviene sul tema della diffusione degli impianti serricoli nella Piana del Sele. Il tema della salute e dell’ambiente non può limitarsi a trattare la questione sanità e di rifiuti. Esistono altre emergenze ambientali che vengono ignorate, non sappiamo se volontariamente, dalle istituzioni pubbliche.

La Piana del Sele è quasi del tutto coperta da serre, che impattano innanzitutto sul paesaggio rurale, ormai scomparso. Ed impattano sull’equilibrio idrogeologico con i continui allagamenti delle nostre campagne.

Il Consiglio Comunale di Eboli, nel 2016, ha affrontato questo problema ed ha deciso di commissionare uno studio agronomico ed economico, a cura dell’Università.

È stato scritto nella delibera, ma a distanza di due anni non è stato dato alcun incarico. Nel frattempo le serre proliferano e stanno eliminando quei pochi spazi di suolo ancora rimasti, a dispetto del contrasto al consumo del suolo scritto nei programmi elettorali.

Questa copertura totale del suolo agricolo è causa di grossi inconvenienti, e risponde soltanto alla logica del profitto di pochi. Il rischio idrogeologico è altissimo, i canali consortili non riescono a contenere la massa d’acqua che non è più assorbita dai terreni. Tutto questo a chi giova?

Si stanno arricchendo solo pochi imprenditori che vengono da altre zone del paese, i quali impiegano lavoratori stranieri o di altre realtà territoriali. Di questa ricchezza sul territorio non rimane nulla o quasi. Come è possibile che il nostro territorio deve subire solo i danni di questo fenomeno,  e nessun beneficio? Quanti cittadini ebolitani lavorano in quel settore? Come mai le istituzioni, che ne sono consapevoli non provano neppure a regolamentare e frenare l’estensione delle serre? Come mai questi imprenditori venuti dal nord sfruttano solo il nostro suolo e poi le fabbriche di confezionamento del prodotto agricolo le tengono altrove?

Il valore aggiunto che porta lavoro di qualità viene prodotto al nord, qui si fanno le serre e si sfrutta il terreno. Chiediamo alle istituzioni pubbliche alle associazioni ambientaliste, ai cittadini di prendere consapevolezza di un fenomeno prima che sia troppo tardi. Chiediamo all’Amministrazione e al Consiglio Comunale di dare seguito alle cose deliberate.

 

(comunicato stampa)

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