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Buonabitacolo, omicidio Pascuzzo: parla il killer di Antonio

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BUONABITACOLO. Aveva implorato Antonio, dopo aver ricevuto il primo fendente ma il suo aguzzino, Karol Lapenta, non ha esitato ad ucciderlo per 50 grammi di hashish. Emergono nuovi dettagli sull’omicidio Pascuzzo, con l’assassino che durate l’interrogatorio ha raccontato nel dettaglio agli inquirenti quanto accaduto.

Il 18enne polacco, responsabile della morte dell’italoperuviano Antonio Alexander Pascusso, ha raccontato al Gip di Lagonegro: “a un certo punto Perù (un soprannome di Pascuzzo ndr.) ha appoggiato lo stupefacente vicino alle tavole che chiudono uno degli accessi al capannone e in quel momento mi ha guardato aspettando che io gli dessi il denaro. A quel punto, senza dirgli nulla l’ho colpito con il coltello che avevo nella mano destra che non avevo fatto vedere a Perù”.

Erano le 22.00 circa del 6 aprile quando la coltellata mortale ha raggiunto il 18enne italoperuviano: “dopo averlo colpito si è accasciato a terra e gli ho dato un calcio in testa. Non so perchè. Ricordo di avergli dato due coltellate, le altre non le ricordo. L’ho trascinato per le braccia fino al greto del torrente distante circa 15 metri e l’ho fatto rotolare giù.

Ci eravamo dati appuntamento per acquistare la droga, lui voleva 500 euro per 50 grammi di hashish. Ero andato sul luogo con l’intenzione di fare quello che ho fatto per avere la droga senza pagarlo, ho preso il coltello in macelleria e l’ho fatto. Dopo sono tornato indietro, ho preso la bici con la quale ero arrivato e l’ho gettata all’interno del capannone attraverso una finestra, ho preso la droga e sono andato alla Cupola per stare con gli amici. Ho lasciato il coltello su un muretto lungo la strada, l’ho ripreso dopo, l’ho messo nello zaino avvolto in dello scottex. Il giorno dopo l’ho riportato in macelleria”.

Sul movente ancora qualche dubbio, con Karol Lapenta che ha spiegato: “non avevo debiti con il Perù, mi aveva già venduto della droga. Non ho detto a nessuno quello che ho fatto, e sul posto sono ritornato il sabato mattina, quello del ritrovamento, per sincerarmi che il suo corpo stesse ancora li dove lo avevo fatto rotolare”.

Il 18enne polacco al momento si trova nel carcere di Potenza. Le accuse sono pesantissime: omicidio premeditato aggravato dai futili motivi, occultamento di cadavere e rapina. La Procura ha disposto una perizia psichiatrica per l’aguzzino.

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