Battipaglia: Le scuole Fiorentino saranno abbattute. Un commerciante: ” mi vergogno di essere Battipagliese”

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Battipaglia: Le scuole Fiorentino saranno abbattute. Un commerciante: ” mi vergogno di essere Battipagliese”

L’intero plesso scolastico Fiorentino verrà abbattuto.

La struttura non ha superato per l’idoneità antisismica e tutte le classi verranno spostate in altre strutture. Il tutto a pochi mesi dall’inaugurazione.

Per la ricostruzione della scuola si dovrà attendere almeno fino al 2022 considerando che l’inizio dei lavori non potrà avvenire prima del 2020.

La ricostruzione sarà finanziata da fondi della Regione Campania destinata agli istituti scolastici e durerà per almeno tre anni.

Ne frattempo le lezioni cominceranno dal 1 ottobre. La scuola dell’infanzia sarà spostata in via Salvemini con 2 sezioni in via Poliziano e 6 sezioni a tempo pieno in via Etruria.

La scuola primaria vedrà le sue 15 classi spostate nella sede della scuola media Marconi. Gli alunni della scuola “Fiorentino”, invece, saranno spostati nell’ex seminario Bertoni insieme agli uffici.

La notizia non è andata giù alle famiglie dei ragazzi e soprattutto ai commercianti della zona.

Questo lo sfogo di Francesco, un commerciante 29enne, sul gruppo “Sei di Battipaglisa … il vero!!!”:

«Tanti sacrifici, soldi messi da parte con parsimonia per dedicarmi ad un’attività MIA (per non essere sfruttato dal solito furbo che ti tiene in scacco, con la logica “se t sta buon senò te ne puoi ji” ), gli occhi stanchi miei e di mio padre per più di 10 ore di lavoro al giorno rinunciando a TUTTO per credere al nostro progetto, per costruire un futuro, magari una famiglia. Ogni euro guadagnato, subito reinvestito per poter migliorare.

Finalmente i primi risultati… Ci prendiamo il locale a fianco e mettiamo nuovi prodotti, nuovi scaffali, la gente ci fa i complimenti per la nostra professionalità e cortesia, le care maestre mi adorano e mi vengono a trovare anche al di fuori dell’orario di lavoro. Le cose cominciano a ingranare.

E in men che non si dica compiamo il primo anno di attività, felici di come evolvono le cose ed orgoglioso di aver creato qualcosa di mio, con il mio sudore, con le mie competenze e di aver messo a frutto la laurea e gli studi di una vita (per i quali i miei genitori hanno affrontato di peggio). Conosco nuove persone che credono in un sogno come me e aprono la loro attività in via De Gasperi. Siamo una grande famiglia, la nostra forza e fortuna è davanti ai nostri occhi.

Il comprensivo Fiorentino, scuola i “Padiglioni”.

Poi un giorno ti svegli e sai che nonostante dovrai spaccarti la schiena ancora una volta nella tua cartoleria, pagando fornitori, anticipando soldi, comprando ai cash di tasca propria… All’improvviso il NULLA. Tutto ti cade addosso. All’improvviso come per magia dopo decine di anni che quelle scuole sono lì… Sì scopre che sono inagibili. Che ora ci sono i fondi, che tutto verrà spostato.

Non c’è più niente da dire, più niente da fare. Ci guardiamo in faccia tra di noi, e non mi rimane una ovvia scelta, quella di chiudere. Noi come tanti altri lungo la via.

Perché io non posso aspettare voi che finite i lavori forse nel 2021. Non posso soccombere coi tentativi e i costi ordinari (affitti, utenze, canoni, fornitori). Io non aspetterò di morire. Io me ne vado, per sempre… ma prima voglio ringraziare questo paese di merda in cui vivo, tutti i magna magna di questi fondi e gli eventuali interessi dei camorristi che ci sono dietro a questi movimenti (perché non crediate che a sta gente importi della sicurezza dei vostri figli).

Io sono ancora “giovane” e posso ripartire, penso piuttosto al mio concorrente a qualche metro di distanza (vicino alle fiorentino medie ) che è padre di famiglia e si ritrova senza lavoro come me.

Il bene dei bambini viene prima di ogni cosa, ma questo doveva essere pensato in questi tanti anni prima dell’arrivo dei fondi europei (mmmm chissà come mai). Tante mamme saranno costrette a fare i salti mortali per poter solo accompagnare i loro figli… E chi non può permettersi un auto… Come farà?

Signori, ecco a voi la morte di via de Gasperi a Battipaglia. Decine di attività che fiorivano con il movimento e la dinamicità di chi da il cuore per ciò in cui crede.

Ma io non morirò, io rinascerò altrove, lontano da qui, da questa immondizia e da questo paese malato. Forse lontano da questo maledetto Paese chiamato Italia.

Io mi vergogno di essere Battipagliese

 

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