Pioppi, “Restiamo umani”: al Festival Egidia Beretta Arrigoni, mamma di Vittorio

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PIOPPI. Ad aprire il mese di settembre al Festival della Dieta mediterranea di Pioppi sarà un evento pregno di emozioni e di memorie. La protagonista sarà Egidia Beretta Arrigoni, madre di Vittorio, l’attivista, volontario e pacifista assassinato a Gaza nell’aprile 2011. L’appuntamento con “Restiamo umani – Parole di pace nel ricordo di Vittorio Arrigoni” è per sabato 1° settembre alle ore 21.00 presso il giardino di Palazzo Vinciprova, sede del Museo Vivente della Dieta mediterranea di Pioppi.

Egidia Beretta Arrigoni è una donna forte e coraggiosa che ha deciso di non chinare la testa davanti al lutto più grande ma di trasformarlo in testimonianza. Per farlo ha curato il libro Il viaggio di Vittorio, una raccolta di scritti del figlio, dai temi scolastici dell’infanzia alle lettere inviatele durante i suoi lunghi viaggi, e ha cominciato a percorrere l’Italia con la missione di non far svanire il ricordo dell’impegno di Vittorio in difesa dei diritti umani e dei popoli oppressi. Dal Perù all’Europa dell’Est, dall’Africa fino alla Palestina, dove è stato malmenato, espulso e infine ucciso, dopo aver fatto conoscere gli orrori all’interno della Striscia di Gaza. Un omicidio che è stato punito con quattro condanne, tra cui due ergastoli, che non hanno chiarito tuttavia le reali ragioni del delitto.

L’evento non poteva che richiamare il mantra di Vittorio Arrigoni, “Restiamo umani”, oggi preziosa eredità per le nuove generazioni, che la madre ha spiegato così: “Era soprattutto un invito che rivolgeva a sé stesso. Era la sua parola profetica. Vittorio non credeva nei confini e nelle barriere ma ribadiva che tutti apparteniamo alla stessa famiglia umana”.

La serata in ricordo di Arrigoni si concluderà con la performance musicale di Daniele Barone e Margaret Ianuario dei Damadakà, gruppo di musica popolare che porta la tradizione campana in giro per l’Italia e per il mondo.

Con l’evento dedicato a Vittorio Arrigoni il Festival rafforza la sua vocazione all’impegno sociale, finalizzato a dar voce ad alcune delle storie più significative, talvolta ferite aperte, della memoria recente del popolo mediterraneo.

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