Cava dei Tirreni: tra gli indagati anche l’allenatore Ezio Capuano, per false dichiarazioni

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Tra i 38 indagati a piede libero risulta presente anche il nome del noto allenatore campano Ezio Capuano,  per non aver detto il vero davanti al pm. L’allenatore professionista infatti risultava vittima di usura ma, sentito dal magistrato, avrebbe nascosto di essere vittima degli esponenti criminali, negando qualsiasi rapporto e fornendo spiegazioni diverse rispetto a quanto, secondo la ricostruzione degli investigatori, realmente accaduto. Avrebbe negato di aver effettuato pagamenti anche settimanali a titolo d’interesse, per un prestito di 5mila euro. Nonostante tra le carte d’indagine, c’era un’intercettazione con la figlia di Zullo.

Un atteggiamento che è stato ritenuto dalla Procura salernitana di intralcio alle indagini, tanto che l’allenatore (difeso dall’avvocato Michele Sarno) è stato indagato per false dichiarazioni al pm subendo, ieri mattina, anche una perquisizione domiciliare. Portati via telefonino e pc ed altro materiale cartaceo, si cercherà di capire se via siano stati altri contatti. Ma le perquisizioni hanno riguardato anche gli altri indagati, vittime di estorsioni o di usura, che hanno preferito tacere anche dinanzi all’evidenza dei fatti. Molti di essi sono stati indagati per favoreggiamento personale in quanto si sono sottratti alla richiesta di collaborazione «favorendo in questo modo – ha detto il sostituto procuratore Vincenzo Senatore – il criminale di turno. Colui che, in questi casi, diventa l’aguzzino della vittima». Ancora forte, quindi, l’omertà quando si tratta di alcuni reati (come l’estorsione e l’usura) per timore di ritorsioni personali o contro familiari. Ma denunciare, come più volte ha ribadito anche il procuratore capo Corrado Lembo in altre occasioni, «è l’unico modo per far arrestare tali criminali essendo l’usura un reato molto difficile da provare in altro modo».

E indagati, sempre per aver dichiarato il falso, sono Vincenzo Bisogno debitore di 100mila euro; Vincenzo Coppola, che in più occasioni (2015, 2016 e 2017) avrebbe ricevuto prestiti a tasso usuraio.

Ritornando alle perquisizioni effettuate ieri mattina sono state rinvenute anche due pistole in acciaio con tappo rosso amovibile, perfettamente identiche ad un’arma reale, e che con ogni probabilità venivano utilizzate per mettere a segno le estorsioni ed incutere timore nelle vittime. Trovati anche alcuni grammi di droga, un orologio Rolex dal valore di 40mila euro oltre ad una serie di documenti cartacei utili al prosieguo delle indagini. Grande il dispiegamento di forze ieri sia per notificare le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Salerno, Alfonso Scermino, sia per effettuare le perquisizioni tra Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Superiore, Roccapiemonte. Impegnati nella delicata indagine: gli agenti della Squadra Mobile di Salerno (agli ordini del vicequestore Lorena Cicciotti) e del commissariato di Cava (coordinati dal vicequestore Marzia Morricone), i carabinieri di Nocera Inferiore diretti dal colonnello Francesco Mortari e della tenenza di Cava (agli ordini del sottotenente Vincenzo Pessolano), il personale della sezione operativa Dia di Salerno del tenente colonnello Giulio Pini. Le indagini, iniziate nel 2015, sono sfociate finora in tre blitz: i primi arresti della Mobile, a maggio 2017; la seconda tranche di arresti, effettuata dai carabinieri a giugno scorso. Il terzo blitz, ieri, con la contestazione del 416 bis (l’associazione camorristica) e l’individuazione di altri esponenti molto attivi nel portare avanti le attività illecite del gruppo criminale.

Fonte: ilmattino sport

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