Scafati: riduceva in schiavitù connazionale 20enne, arrestata bulgara 56enne

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SCAFATI. Aveva ridotto in schiavitù una connazionale di soli 20 anni, scattate le manette ai polsi per N.Z.I., bulgara 56enne residente nel comune di Scafati. A quanto pare la donna aveva “sequestrato” e sfruttato la ragazza più giovane, costretta a svolgere il lavoro da badante attraverso minacce e metodi violenti, per poi dover cedere tutti i guadagni alla donna più anziana.

Oltre alla 56enne indagati anche la figlia V.I.I ed il marito, I.V.V. Giunta in Italia, dove aveva pensato di iniziare una nuova vita, la 20enne è stata invece privata di passaporto e cellulare, tagliando tutti i contatti con i familiari ed impedendole la fuga.

Segregata in casa, è stata poi picchiata con delle catene e minacciata più volte. «Solo morta te ne vai. Noi sappiamo come fare, ti uccidiamo» gli avevano detto i suoi connazionali aguzzini.

Costretta a non parlare, previo l’essere venduta ad un albanese in un altro paese, la ragazza lavorava presso una famiglia italiana, ignara di tutto. Le vicende sono emerse solo quando i carabinieri, a febbraio, ricevettero una nota dal consolato bulgaro. L’attività investigativa si è conclusa solo a settembre.

Due giorni fa infine, l’arresto, con N.Z.I. che è stata rinchiusa prima in carcere e successivamente spostata agli arresti domiciliari.

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