Urologia ad Eboli, ancora carenza d’organico. Scotillo (Fisi): “bando espletato, ma tutto fermo”

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EBOLI. Nonostante la FISI, insieme al Comitato per la salute del cittadino, abbia ottenuto il ritiro del Piano Ospedaliero con vari ricorsi al TAR di Napoli ed abbia costretto il Commissario Ad Acta a rieditare un nuovo piano con cui si riconosceva agli Ospedali di Eboli, Battipaglia e Roccadaspide il DEA di I° livello – e quindi un livello di servizi e prestazioni maggiori – nella realtà risulta difficile dotare questi Ospedali di un numero di personale sufficiente a garantire continuità e qualità dei servizi.

È il caso della Urologia del P.O. del “SS. Maria Addolorata” di Eboli che dovendo assistere ad un bacino di utenza pari ed oltre i 300.000 abitanti ha una grave carenza di Urologi nonostante sia stato bandito ed espletato un concorso fermo al palo senza alcuna spiegazione.

“Sembrerebbe che il Commissario della ASL di SALERNO non abbia intenzione di nominare i vincitori del concorso di Urologia e non abbia intenzione di far scorrere la graduatoria predisposta onde sanare tutte le carenze – dichiara Rolando Scotillo Responsabile della FSI- USAE -. Intanto la U.O.C. di Urologia di Eboli rischia seriamente di dover ridurre le attività poiché con 3 Medici sui 6 previsti dalla normativa non si riesce a gestire l’urgenza ed emergenza né i flussi ambulatoriali e le liste di attesa per gli interventi programmati a tutto danno dell’utenza”.

La situazione più complicata è proprio quella di Eboli, le Urologie degli altri Ospedali a SUD ed a Nord della provincia hanno più personale Medico ed in qualche parte alcuni Urologi, come denunciato dalla nostra sigla già da qualche anno, pur non avendo il reparto di Urologia e vengono utilizzati solo per servizio ambulatoriale e sembrerebbero “intoccabili”.

“È la classica storia italiana, dove le regole vengono sempre stravolte, in una Regione che facendo solo proclami nella realtà tutela solo gli amici ed agli altri dice “arrangiatevi”. Il rischio di una riduzione delle attività è ora molto reale e se non si interviene immediatamente l’intera area della Valle del Sele e del Calore sarà priva di un servizio unico nell’area. Politici e Commissari, muovetevi…”.

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