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Benevento, reliquie rubate riconsegnate alla città

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BENEVENTO. Otto reliquiari ed altri beni storici rubati negli anni scorsi sono stati consegnati ieri sera all’Arcidiocesi di Benevento dai carabinieri del Nucleo tutela Patrimonio culturale di Napoli. La cerimonia di consegna è avvenuta nella chiesa di Santa Sofia, Patrimonio Unesco. Presenti l’arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca, il comandante provinciale dell’arma, Alessandro Puel, il comandante del Nucleo tutela Patrimonio culturale dei carabinieri di Napoli, il maggiore Giampaolo Brasili, monsignore Mario Iadanza, responsabile Beni culturali della Diocesi sannita, il presidente della provincia, Antonio Di Maria con il segretario generale dell’Ente, Franco Nardone.

Come riportato da “Ottopagine”, sono stati quindi recuperati 8 reliquiari, una Pace ed una pergamena, rubati nel lontano febbraio del 1992 dalla chiesa di “San Salvatore”. Ed ancora: 26 volumi, asportati in epoca imprecisata dalla Biblioteca Provinciale “Mellusi”; un volume, asportato dalla Biblioteca del Liceo Classico “Giannone”; 2 pergamene, una proveniente dall’Archivio di Stato e una dal Museo Diocesano; 31 documenti archivistici (lettere e manoscritti) risalenti al periodo 1913-1946.

“Le parrocchie della Diocesi hanno completato l’inventario dei beni culturali da loro custoditi – ha spiegato monsignore Iadanza – che serviranno anche al recupero in caso di furti”.

Sull’importanza degli archivi digitalizzati si è soffermato anche il maggiore Brasili: “Di fondamentale supporto alle investigazioni sono stati gli elementi descrittivi e fotografici presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dai carabinieri della Tutela del Patrimonio storico artistico e culturale, il più grande database al mondo contenente oltre 1.200.000 oggetti rubati e quasi 56mila denunce di furto”.

“I beni culturali e storici della Chiesa vanno tutelati e valorizzati”, ha invece rimarcato l’arcivescovo Accrocca che ha poi rimarcato come la valorizzazione possa servire “per aiutare una provincia in difficoltà come la nostra. Possono rappresentare un’occasione di rilancio economico”.

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