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Sanità nel Salernitano, Santoro (+Europa): “necessario nuovo ospedale”

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SALERNO. L’attuale struttura del Ruggi d’Aragona non è più adeguata a sostenere i bisogni della popolazione dell’area della provincia di Salerno. Oltre ad essere troppo piccola, è estremamente costosa da mantenere e non è stata progettata e pensata, come ovvio, per le tecnologie moderne e per le nuove concezioni in termini di sanità.

Ci sono alcuni punti critici in particolare che portano alla necessità di un nuovo Ospedale, come anche spiegato da Maurizio Mauri, presidente del «Cneto» (Centro nazionale per l’edilizia e la tecnica ospedaliera). Da quando è stato costruito ad oggi sono passati più di 30 anni; le tecnologie si sono evolute, i reparti e i servizi sono aumentati in maniera significativa. Se la struttura esistente fosse stata realizzata oggi non sarebbe conforme a nessun requisito in termine di sicurezza, efficienza, comfort e fruibilità.

Oltre alle spese enormi necessarie per la manutenzione ordinaria servirebbero interventi di messa in sicurezza sismica, efficientamento energetico, potenziamento degli impianti elettrici, etc. che sono eccessivamente costosi e farebbero solamente da tampone ad una situazione gravemente deficitaria. Non a caso, all’analisi dei costi, ricostruire è sempre considerato più economico ed efficiente che ristrutturare. Di fronte ad una situazione del genere qualche oppositore si è addirittura scagliato contro il rischio di una nuova cementificazione, ignorando che la nuova costruzione sarà decine di volte più sostenibile dal punto di vista ambientale di quella attuale.

Non è un capriccio o un pretesto della politica. La necessità di un nuovo ospedale è reale e motivata e segue un trend mondiale; in Danimarca, ad esempio, le regioni hanno pianificato la costruzione di 16 nuovi ospedali (in sostituzione di strutture vecchie) entro i prossimi 10-15 anni con l’obiettivo di rendere più efficiente l’assistenza sanitaria e avere strutture ad impatto zero sull’ambiente.

Il buon senso ce lo chiede; credere che le necessità di oggi siano le stesse degli anni ’70 o di quelle del 2030 è espressione di una visione miope. L’edilizia sanitaria è un tema cruciale per il futuro, perdere tempo oggi vuol dire lasciare tutto sulle spalle delle future generazioni.

 

(comunicato stampa Giacomo Santo, portavoce +Europa)

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