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Turismo sperimentale: via al progetto ad Olevano sul Tusciano

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OLEVANO SUL TUSCIANO. Portare flussi turistici importanti ad Olevano sul Tusciano, valorizzando le ricchezze del luogo e seguendo le attuali tendenze del turismo mondiale. Dalla Grotta di San Michele, al trekking, passando per le ricchezze enogastronomiche. Tutto in una logica di “turismo esperienziale”.

“Un progetto, accogliente, inclusivo e in grado di dare una svolta importante all’economia di Olevano sul Tusciano”. Così il sindaco, dott. Michele Volzone, nei giorni scorsi ha presentato alla città e in particolare alle forze attive della comunità, il progetto redatto dal prof. Rosario D’Acunto, esperto a livello nazionale di Offerta Turistica, per conto della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia e di Banca Campania Centro, per l’avvio di un percorso di valorizzazione turistica di rete del piccolo centro dei Picentini così ricco di tante potenzialità per attrarre flussi turistici a livello nazionale e internazionale.

“Olevano sul Tusciano: destinazione turistica! Quale percorso”, è stato il tema dell’incontro che ha portato nella Sala dell’Unico Salernitano, oltre 100 operatori dell’economia locale, per ascoltare un’idea progettuale che è subito apparsa ai tanti presenti realmente in grado di far fare il gran salto ad una delle vocazioni finora meno valorizzata dell’economia olevanese.

Ed è stato proprio il Sindaco, Volzone, presente con molti esponenti della sua Giunta, a sottolineare il valore dell’idea e del progetto che la Fondazione Cassa Rurale e Banca Campania Centro, hanno donato al Comune di Olevano, insieme alla consulenza del prof. D’Acunto, che oltre ad avere una pluridecennale esperienza nel settore, è stato tra i redattori di un format di valorizzazione turistica dei piccoli borghi redatto alcuni anni fa dall’Università Sapienza di Roma.

“La nostra Amministrazione – ha dichiarato il Sindaco – vede nel progetto della Fondazione e nella collaborazione con Banca Campania Centro, un prezioso strumento che ci impegniamo a portare avanti con tutte le nostre forze, perché ne va del futuro del nostro paese. Dovrà però essere un progetto che trarrà la sua riuscita dal grado di inclusività che saprà esprimere e quindi dalla capacità che l’intera comunità lo senta proprio. Perché dovrà esprimere nei fatti i valori dell’accoglienza e del lavoro di rete, valorizzando le tante ricchezze della nostra terra, da quelle storiche come la famosa nel mondo Grotta di San Michele, ma che ancora è sconosciuta al grande pubblico, o come la villa romana, l’eremo, i borghi e gli antichi palazzi, ma anche la nostra straordinaria natura e le straordinarie peculiarità enogastronomiche. Il progetto donatoci dalla Fondazione e la vicinanza di Banca Campania Centro ci permetterà di realizzare tutto ciò”.

A sottolineare il senso di collaborazione, ma anche le motivazioni che hanno portato a tutto ciò, è stato il presidente di Banca Campania Centro, il dott. Silvio Petrone: “Siamo una banca di comunità che da 105 anni porta avanti valori che concretamente riguardano la valorizzazione dei nostri territori – ha detto Petrone nel suo intervento – Sulle peculiarità di questa particolare comunità da alcuni anni stiamo lavorando per la sua crescita puntando sul nostro valore cardine: la cooperazione. Per questo progetto c’è bisogno che come le grandi barche cinesi con oltre 100 vogatori, iniziamo a lavorare in sincronia. L’intervento della Fondazione Cassa Rurale si pone in questa logica e siamo certi che l’Amministrazione Comunale e la cittadinanza di Olevano sapranno mettere a frutto questa opportunità”.
Proprio il neopresidente della Fondazione, il dott. Federico Del Grosso, nel suo intervento ha voluto sottolineare come la Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, intende questo progetto: “Pensiamo che solo attraverso progetti scientifici e concreti possano partire reali occasioni di sviluppo. L’incarico al prof. D’Acunto ne è l’esempio e si inserisce in un cammino che la Fondazione ha avviato già da alcuni mesi con, ad esempio, il convegno internazionale dello scorso novembre sulla Grotta di San Michele”.

Importante l’intervento del prof. Alessandro Di Muro, dell’università della Basilicata, fine studioso della storia dell’Alto Medioevo e attento conoscitore della Grotta di San Michele: “La Grotta – ha sottolineato Di Muro – oltre ad essere un unicum nel panorama mondiale di queste tipologie, rappresenta anche un universo di conoscenze in movimento, capace di continuare a stupire come hanno confermato le più recenti ricchezze. Per questo può rappresentare anche un forte attrattore turistico a livello mondiale”.

La conclusione dell’incontro è stata affidata al prof. Rosario D’Acunto, che ha relazionato nei dettagli le motivazioni e le tappe del progetto. Un progetto davvero a 360 gradi che dovrà coinvolgere l’intera comunità. “Il turismo esperienziale – ha ricordato D’Acunto – non solo va a valorizzare i luoghi, la storia, la cultura, la natura, il cibo, gli stili di vita e addirittura la poli sensorialità come ricchezza di un territorio, ma anche la capacità di un’intera comunità di sentirsi parte del progetto: dal bambino che gioca per strada al centenario che sta sulla sua sedia davanti al portone di casa”. D’Acunto ha poi presentato le tappe del progetto e il lavoro preparatorio teso a coinvolgere, per settori, tutte le forze attive del paese, divise all’inizio per settore economici di attività, per poi passare ad un percorso formativo che permetta di affrontare la realizzazione di attività e servizi a medio e a lungo termine.

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