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Uccisione carabiniere campano a Roma, fermate due persone

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Il vice brigadiere di 35 anni è stato “attinto”, così si dice in gergo militare, da otto coltellate inferte da un bandito fermato poco prima. Il colpo mortale, secondo quanto risulta al Giornale.it, è quello che l’ha trafitto poco sotto l’ascella e ha raggiunto il cuore.

Tutto inizia nella notte tra giovedì e venerdì, quando una donna denuncia il furto di cellulare e portafoglio in piazza Mastai a Roma. È lei a mettersi in contatto con i ladri, che applicano la tecnica del “cavallo di ritorno” per ricattarla: le chiedono 100 euro in cambio della restituzione del maltolto. All’appuntamento in piazza Cavour, però, la donna si presenta con i carabinieri in borghese. E a quel punto scatta la violenza.

“Quando li abbiamo visti ci siamo avvicinati, ci siamo qualificati e dopo pochi istanti ne è nata una colluttazione”, ha raccontato il collega di Cerciello ai superiori. “Dopo poco ho sentito Mario urlare colpito da più coltellate – ha detto all’Adnkronos – Mi sono precipitato per soccorrerlo mentre i due si davano alla fuga. Ho chiamato subito i soccorsi e la centrale operativa per chiedere aiuto e dare la descrizione dei due aggressori”.

Mario viene trasportato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito, dove muore dopo un drammatico tentativo di rianimazione. Sono le 4 di notte. La notizia fa immediatamente il giro delle chat interne dei carabinieri che si lanciano alla ricerca degli aggressori. È una caccia all’uomo. Le indagini si concentrano su due magrebini di 20-25 anni, “alti circa 1 metro e 80 cm, uno con felpa viola e nera, uno con capelli mesciati”, i jeans e una camicia.

Intorno a mezzogiorno, la prima svolta. Nella caserma del Nucleo Investigativo vengono accompagnate due persone, identificate grazie alle videocamere di sorveglianza della zona. Si tratta di due ragazzi che avevano una stanza all’hotel Le Meridien Visconti di via Cesi, in zona Prati, molto vicino al luogo dell’omicidio.

I carabinieri hanno fatto irruzione nella loro camera di albergo e li hanno condotti in caserma. I sospetti degli inquirenti si starebbero concentrando su di loro, anche se al momento non sono ancora in stato di fermo. Secondo fonti del Giornale.it, sarebbero due cittadini americani, versione successivamente confermata anche da fonti dell’Adnkronos. In caserma, intanto, sono state portate anche altre due persone.

Il cerchio, insomma, si stringe intorno ai due assassini che hanno spezzato la vita di Mario, il carabiniere di Somma Vesuviana, sposato da soli 43 giorni. E ora martire in divisa, morto in servizio.

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