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Battipaglia, incendio nella zona industriale: PRC chiede intervento del Procuratore

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BATTIPAGLIA. Il Partito della Rifondazione Comunista di Salerno si unisce all’indignazione e alla preoccupazione della popolazione di Battipaglia ed Eboli per il rogo che ha interessato la ditta di recupero rifiuti della zona industriale di Battipaglia.

Nel corpaccione di quest’impianto, erano custodite circa 2000 eco balle lì stoccate da anni (una bomba a orologeria quindi, deflagrata, almeno in parte, in un’area ad altissima densità abitativa).

Si fa presente che l’impianto in questione, evidentemente non proprio un esempio di struttura d’eccellenza, era già stato oggetto di vari ammonimenti e ripetute ordinanze; manco a dirlo, senza alcun risultato che avesse portato a una qualche soluzione più sicura per la salute pubblica.

La nube tossica, che ha interessato l’intero centro cittadino di Battipaglia e oltre, è stata la manifestazione plastica della mala gestio relativa al problema rifiuti.

Il Partito della Rifondazione Comunista, a tal proposito, denuncia la strategia criminale sull’impiantistica dei rifiuti che riguarda sicuramente la Valle del Sele ma che, ormai, ha diramato i suoi tentacoli pestiferi in tutto il territorio nazionale: solo nel 2017, infatti, sono andati in fumo ben 110 impianti relativi alla raccolta/smaltimento rifiuti, tra cui 7 discariche.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Salerno sollecita con urgenza l’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia che, oltre all’indagine mirante a identificare colpevoli e a scovare moventi, si estenda anche alle amministrazioni pubbliche per ciò che attiene alla qualità del rifiuto urbano conferito alle imprese del settore.

Il Partito della Rifondazione Comunista, infine, invoglia i Comuni interessati a mettere in campo ogni strategia in grado di tutelare il primario diritto alla salute dei cittadini della Valle del Sele.

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