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Prostituzione sotto il sole, il fenomeno che tormenta la litoranea ebolitana

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EBOLI. È una storia già vista che da anni ormai tormenta la periferia ebolitana, nello specifico Santa Cecilia e la fascia costiera. Il fenomeno della prostituzione non accenna a diminuire, anzi, nonostante la task force “anti-lucciole” messa in campo dall’amministrazione Cariello sia le “professioniste” che i loro protettori sembrano diventare sempre più indifferenti alle contromisure.

Blitz, controlli, multe salate ed anche arresti. Nonostante ciclicamente le forze dell’ordine intervengano nei pressi della fascia pinetata ebolitana gli effetti della “cura” sembrano meno efficaci con il passare del tempo. Se il primo dispositivo antiprostituzione, emanato tre anni fa tramite ordinanza del sindaco, sembrava aver quantomeno avuto un impatto sul racket della prostituzione, tre anni dopo non si può dire lo stesso.

Anche quest’anno gli agenti della Polizia Municipale di Eboli hanno lavorato incessantemente, fermando e multando prostitute e clienti più volte. Nonostante tutto le donne in questione sembravano tornare il giorno dopo, o per necessità di denaro o perché costrette dai loro “protettori”.

Con la fine dell’estate così termina anche il periodo dell’ordinanza anti-lucciole e, di conseguenza, il mercato del sesso a pagamento torna purtroppo a fiorire sulla fascia costiera. Se prima, infatti, le meretrici cercavano di passare inosservate, offrendo le loro prestazioni perlopiù di notte, da settembre sembrano non esserci più orari. È infatti possibile imbattersi in donne di tutte le età in attesa del prossimo cliente anche in piena mattinata.

I residenti, che più volte hanno sottolineato la problematica, denunciando la presenza di lucciole anche in orari durante i quali intere famiglie passavano a bordo delle loro auto sulla Litoranea, sono ormai giunti allo stremo. Tra chi ormai lo vede come un racket radicato troppo in profondità sulla zona e chi chiede interventi ancora più incisivi, la soluzione appare ormai irraggiungibile.

Non bisogna dimenticare, infine, come spesso le prime vittime del giro siano le stesse prostitute. Due anni fa, quando entrò in vigore la prima ordinanza anti-lucciole, don Daniele Peron intervenne specificando come: «è disdicevole che delle ragazze siano costrette a praticare tale professione, in special modo credo sia importante ricordare come molte di loro sono ragazzine appena adolescenti sfruttate da cattive persone a cui interessa solo il profitto. Molte di loro sono arrivate in questo paese con la prospettiva di trovare il paradiso e si sono invece ritrovate all’inferno».

 

(esclusiva SeiTv)

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