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Castellammare di Stabia, “80 euro per 9 caffé”: denuncia di Borrelli e risposta del proprietario

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CASTELLAMMARE DI STABIA. 80 euro per nove caffé, la denuncia del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli sui social, dove ha mostrato lo scontrino ricevuto in un bar in seguito alla consumazione.

Noi stavamo consumando i caffè al bancone del locale in 9 persone visto che dovevamo andare sul lungomare di Castellammare per affrontare il problema degli sversamenti”, spiega Borrelli. “Il titolare avendo saputo che sarebbe arrivata altra gente per prendere un caffè con me ci ha detto che se preferivamo ce li portavano nella sala interna, sala non adibita per alcuna iniziativa politica e con altri avventori all’interno. Ci siamo accomodati in fondo al salone per metà vuoto dove abbiamo unito due tavolini. Il personale non ci ha portato la carta dei prezzi. Io ho offerto 9 caffè ai presenti ma alcune persone sedute con noi hanno pagato autonomamente le loro consumazioni. Quindi in definitiva quasi tutti i presenti hanno pagato una consumazione. Tengo a sottolineare che non abbiamo svolto alcun evento pubblico ma siamo rimasti a parlare al tavolo come qualsiasi altro avventore“.

La risposta del proprietario

Il titolare dell’attività ha risposto al consigliere, spiegando le motivazioni dietro lo scontrino da capogiro: “Secondo il Borrelli è normale occupare una parte della sala di un attività commerciale, per tre ore con le vallette, in 23 persone di cui solo nove consumano tutti belli belli seduti al caldo, togliendo il posto a potenziali clienti che, se non ci fossero stati loro seduti, avrebbero consumato. Il signore in questione ha l’abitudine di farsi pubblicità facendo il videomaker o quel che sia e poi concludendo il tutto dicendo i mariuoli di Stabia, ripetendolo continuamente e offendendo un’intera città. Caro Borrelli, perché non mi va manco dì chiamarti signore, per come ti esprimi, vedi che i locali commerciali pagano le tasse,la corrente i riscaldamenti etc e stanno aperti per vendere non per far fare i porci comodi o farsi pubblicità in casa altrui“.

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