Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views :
adimage

Eboli, parla Adelizzi: “emergenza Covid, disorganizzazione e diritti negati alla salute”

/
/
/

Tempo di Lettura: 4 minuti

La Presidente del Comitato cittadino salute pubblica di Eboli, Rosa Adelizzi, affronta i problemi del Covid-19.

“Chiusura Pediatria Battipaglia ed emergenza COVID19, disorganizzazione e diritti negati alla salute.

Lo scrivente Comitato deve rappresentare alle S.V. in indirizzo che, a seguito della chiusura per quarantena della Pediatria del P.O. di Battipaglia, i piccoli pazienti di una area vasta con oltre 150.000 abitanti è costretta a recarsi – in caso di emergenza – a parecchi chilometri di distanza per richiedere un diritto alla salute che, fino a qualche anno fa, garantiva l’Ospedale di Eboli e che con gli sciagurati tagli in sanità è stato disarticolato.

È con forza, vista la situazione di Battipaglia, che chiediamo il ripristino del servizio denunciando che il fabbisogno di posti letto di Pediatria nell’area della Piana del Sele non è bastevole per l’attuale fabbisogno per patologia.

Per ciò che attiene alla conduzione sanitaria del Presidio Ospedaliero di Eboli dobbiamo rappresentare che l’attuale Dirigente Facente Funzioni del locale Ospedale non è in grado di dare una risposta qualificata alla popolazione.

Infatti, pur avendo un’area di pre triage per COVID antistante il plesso Ospedaliero, in contrasto con tutte le direttive aziendali e regionali ha inteso effettuare un filtro all’interno del Pronto soccorso con percorsi commisti e – come denunciato da alcuni pazienti – ha permesso e/o sopporta di rifiutare i ricoveri urgenti rimandandoli al P.O. di Battipaglia, tanto da far pensare alla popolazione che il Plesso “SS. Maria Addolorata” sia un centro COVID dedicato e non un Ospedale generalista con in aggiunta un percorso COVID.

Non bisogna sottacere che, diversi giorni fa, aveva dato disposizioni di accorpare ben tre reparti (Urologia, Chirurgia, Ortopedia) nei locali della Chirurgia prevedendo un centro COVID di 20 posti letto nel reparto di Ortopedia, fortunatamente, poi, abortito: tale fatto avrebbe messo a rischio di contagio l’intero Ospedale come riferito anche dal dott. Gigliotti, responsabile della Nefrologia, a mezzo stampa. Attualmente nel reparto di chirurgia del plesso Eburino vi sono due reparti (Chirurgia ed Urologia) con assembramento di pazienti e di personale di cui non si conoscono le motivazioni e che espone a rischio di chiusura le due discipline in caso di contagio: sarebbe più facile ripristinare le due specialità sui rispettivi piani di appartenenza così da preservare, in caso di contagio, perlomeno uno dei due reparti ed utilizzare il rimanente per garantire il servizio della specialità afflitta da contagio.

Per tali motivi si chiede di valutare alle S.V. se l’operato dell’attuale Direttore Sanitario Facente Funzioni sia stato rispettoso delle linee guida emanate dalla Direzione Generale. In caso negativo si chiede la revoca dell’incarico e la sostituzione dello stesso. Ciò che sta accadendo ad Eboli, non abbiamo paura a dirlo, è scandaloso.

La popolazione tra divieti di spostamento e limitazioni della libertà non ha nemmeno, più, il diritto a curarsi.

Vogliano le S.V. in indirizzo, ognuno per le proprie prerogative dare una risposta qualificata alla popolazione, favorendo le competenze e non garantendo posizioni solo politiche a chi sta dimostrando incompetenza, pressappocaggine e che mette a rischio – giorno dopo giorno – attività ospedaliere che da sempre sono state un lustro per la città di Eboli.”

Commenta

This div height required for enabling the sticky sidebar