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Coronavirus in Italia: la Lombardia la regione più colpita seguita dalla Campania

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In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 2.553.032 persone (compresi guariti e morti) hanno contratto il virus Sars-CoV-2: i nuovi casi sono 11.252, +0,4%* sul totale contagiati — vedi sopra — (ieri erano +12.715, qui il bollettino). I decessi odierni sono 237, +0,3%* (ieri erano +421), per un totale di 88.516 vittime da febbraio 2020. Le persone guarite o dimesse sono 2.010.548 complessivamente (superando la soglia di 2 milioni): 20.396 quelle uscite oggi dall’incubo Covid, +1%* (ieri erano +16.764). E gli attuali positivi — i soggetti che adesso hanno il virus — risultano essere in tutto 453.968 (sotto la soglia di 500 mila dal 23 gennaio), pari a -9.384 rispetto a ieri, -2%* (ieri erano -4.472). La flessione degli attuali positivi di oggi — con il segno meno davanti — dipende dal fatto che i guariti, sommati ai decessi, sono in numero maggiore rispetto ai nuovi casi.

I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 213.364, ovvero 84.646 in meno rispetto a ieri quando erano stati 298.010. Mentre il tasso di positività è 5,3% (l’approssimazione di 5,27%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti più di 5 sono risultati positivi; ieri era 4,3%.
Dal 15 gennaio questa percentuale casi/tamponi è calcolata contando anche i test rapidi, di conseguenza è più bassa rispetto a quella dei bollettini precedenti al 15 gennaio e non è possibile fare confronti con lo storico. 

Meno contagi in 24 ore rispetto a ieri. Il minor numero di nuove infezioni è condizionato dalla diminuizione di analisi processate, come accade ogni weekend (oggi si comunicano i test esaminati sabato). E così la curva si abbassa per il quarto giorno consecutivo. Il rapporto di casi su tamponi cresce di un punto, passando dal 4,3% di sabato al 5,3% attuale. In genere, l’aumento della percentuale si osserva quando calano i test — lo abbiamo visto tante volte prima dell’introduzione dei test rapidi —, perché probabilmente si tende a cercare in modo più focalizzato, tamponando chi ha sintomi o in prossimità di un focolaio. È vero che si osserva un lento miglioramento nella settimana, come si vede anche dall’abbassamento dell’indice Rt, ma senza cautele il virus ci mette un attimo a riprendere la corsa. «Il ritorno in area gialla non significa normalità», spiega Agostino Mizzo, coordinatore del Cts. Avvertendo: «È necessario evitare assembramenti, perché c’è il rischio, assolutamente reale, che la curva schizzi rapidamente verso numeri difficilmente gestibili». Di fatto, la quantità di casi quotidiani non permette ancora il tracciamento.

La regione più colpita rimane la Lombardia (+1.438, qui il bollettino), seguita da Campania (+1.401), Emilia-Romagna (+1.277) e Puglia (+1.069). Tutte le altre regioni mostrano un incremento a due o tre cifre, come indica il dettaglio in basso. Ad avere il più alto numero di tamponi della giornata è la Sicilia: sono 32.850 i test che hanno scoperto 716 nuovi positivi.

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