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Capaccio, usura ed esercizio abusivo di attività finanziaria: in manette due persone legate ai clan

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CAPACCIO PAESTUM. Nella mattinata odierna, la Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito l’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, con la quale viene disposta una misura cautelare di natura personale nei confronti di due soggetti, indagati per i reati di usura e di esercizio abusivo di attività finanziaria. Nello specifico, è stato posto agli arresti in carcere Marandino Giovanni, cl. ’37 (alias “Ninuccio”), figura di spicco della criminalità cilentana, con a carico una condanna definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, essendo stato riconosciuto affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

Dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno sono emersi, in effetti, elementi probatori di continui prestiti ad usura. Nell’arco di un anno, gli investigatori hanno quantificato in 100.000 euro i finanziamenti concessi, a fronte dei quali ammontano a 90.000 euro i soli interessi incassati nel medesimo periodo. Già questi movimenti di denaro sono valsi agli indagati l’accusa di abusivismo finanziario, essendo evidente la concessione di prestiti in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative.

Guadagni così rilevanti sono risultati il frutto di tassi mediamente praticati nell’ordine del 20% su base mensile, ampiamente al di sopra della soglia dell’11% annuale, stabilito dalla Banca d’Italia come limite massimo per le operazioni di finanziamento. In un caso, addirittura, è stato sforato il tetto del 30%, sempre di interessi maturati in un solo mese. La tecnica adoperata era, nella pratica, quella di ricevere un assegno in garanzia, il cui importo complessivo inglobava anche gli interessi che l’usuraio imponeva di volta in volta. Se, alla scadenza, la vittima non era in grado di restituire l’intera somma, l’usuraio incassava intanto gli interessi maturati e rinnovava il prestito, garantendosi così ulteriori guadagni. Essendo sottoposto alla misura restrittiva dell’obbligo di dimora nel Comune di Capaccio Paestum, Marandino esercitava l’attività di usura direttamente presso la propria abitazione, non a caso definita dal G.I.P. un vero e proprio “centro logistico di finanziamento”.

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