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Battipaglia, Gaetano Marino contro la sindaca Francese: “sul bilancio solo propaganda”

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BATTIPAGLIA. Gaetano Marino, ex funzionario comunale, e oggi candidato al Consiglio tra le liste a sostegno di Antonio Visconti, sconfessa l’attuale sindaca di Battipaglia Cecilia Francese. «Il bilancio? Solo propaganda». Esordisce così Marino che prova a fare luce sull’intera vicenda che, in questi ultimi mesi, ha interessato il bilancio comunale dell’Ente di piazza Aldo Moro. «Ad agosto 2020 il Comune ha ricevuto una mail dal Ministero – precisa Marino –. A settembre, il dirigente Ragone, riceve una telefonata di sollecito ai dirigenti funzionari. A quel punto Ragone s’è accorto dell’importanza del contenuto».

In quel frangente, il dirigente dei servizi finanziari mette in campo tutte le attività propedeutiche. «Il Ministero si era reso conto che una serie di Comuni – prosegue Marino – non sarebbero mai potuti rientrare nel piano di riequilibrio. E pensano a un decreto ad hoc per coinvolgere 19 città d’Italia, tra le quali anche Battipaglia che, dopo una valutazione socio-economica, risulta tra gli ultimi insieme a Reggio Calabria. Insomma: nel 2020 eravamo i fanalini di coda di tutto lo Stivale».

Il dirigente del Comune, dottor Ragone, fa richiesta al Ministero per ottenere 36 milioni di euro. «Da Roma ce ne attribuiscono 31.627.000 – spiega Marino -. E la sindaca ne approfitta per accaparrarsi sia la maternità di questi fondi, che invece spettavano alla nostra città in quanto Ente disastrato, sia per farci propaganda considerato che continua ad intestarsi i meriti di aver risanato il bilancio quando invece non è così». E Gaetano Marino spiega i motivi: «Ad oggi sono arrivate due tranche, per un totale di circa 16 milioni di euro. A cosa sono serviti questi soldi e a cosa serviranno? Sono serviti, e invito la sindaca a smentirmi insieme al dirigente se dichiaro il falso, per i residui passivi accertati, per i debiti fuori bilancio accertati, e per il rientro anticipato dal piano di riequilibrio, quindi il pagamento delle rate per una massa totale di 27 milioni di euro circa. Di quei famosi 31 totali, dunque, ne rimangono circa 3 o 4. Tra l’altro è lo Stato a sostenere che non saremmo mai potuti rientrare dal riequilibrio senza questi fondi di sostegno, e se la memoria non m’inganna lo ribadì anche la stessa sindaca in un’intervista del 25 novembre scorso quando disse che “tali somme andranno a coprire i debiti accumulati”».

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