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“Gestione degli usi civici”: il corso di perfezionamento tra Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale e Unisa

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Tempo di Lettura: 6 minuti

SALERNO. Si è chiusa con grande successo la prima edizione del Corso di perfezionamento e aggiornamento in “Gestione degli Usi Civici”, istituito dal Consorzio Osservatorio dell’Appennino Meridionale in sinergia con la Regione Campania e l’Università degli Studi di Salerno.

Il Corso si è posto l’obiettivo di costituire un’occasione di incontro fra studiosi, professionisti e funzionari pubblici, al fine di consentire ai partecipanti di acquisire e di integrare le conoscenze teoriche, pratiche e giuridiche relative ai temi della proprietà collettiva.  
Un riscontro nazionale straordinario, con richieste provenienti da tutta Italia, tale da far programmare già una seconda edizione.

“Il Corso si sviluppa a partire da una precedente ricerca realizzata dall’Osservatorio, finalizzata a mettere a punto un Sistema Informativo a carattere sperimentale relativo al monitoraggio delle particelle forestali e catastali dei comuni di Ceraso, Cicerale e Stella Cilento, con particolare riferimento agli usi civici, al fine di proporre un modello di analisi esportabile a livello regionale – evidenzia la Prof. Mariagiovanna Riitano, Presidente del Consorzio Osservatorio dell’Appennino Meridionale e coordinatore del Corso – Partendo da questa esperienza, con il supporto dell’Ufficio regionale sugli Usi Civici e affidandosi alle competenze del Prof. Giuseppe Di Genio, l’Osservatorio ha messo a punto un percorso di formazione interdisciplinare sulla gestione degli usi civici, materia complessa ma di grande rilevanza da molteplici punti di vista. Il Corso ha destato molto interesse, con richieste di partecipazione provenienti non solo dalla Campania ma anche da altre regioni italiane; è stato caratterizzato da una forte partecipazione, da un fecondo scambio fra discenti e docenti i quali, fra l’altro, hanno prodotto un ricco materiale didattico disponibile sul sito dell’Osservatorio”.

Sessanta i partecipanti, tra dirigenti e funzionari regionali, agronomi forestali, agrotecnici, avvocati, ingegneri, notai e giuristi, coinvolti in un percorso specialistico interdisciplinare, che si è caratterizzato anche per la natura interregionale, interessando oltre alla Campania, anche la Toscana, le Marche, la Puglia, il Lazio e la Basilicata.

“L’enorme successo del Corso corrisponde ad una domanda formativa molto elevata – evidenzia il Prof. Salvatore Sica, Direttore del Consorzio dell’Appennino Meridionale – Il tema degli usi civici sembra superato, invece è tornato di grande attualità perché si ricollega all’impiego razionale dei beni pubblici. In prospettiva, la valorizzazione degli usi civici potrà diventare un formidabile strumento per la transizione ecologica”.

“Il Corso di aggiornamento e perfezionamento in “Gestione degli usi civici” è stato da me fortemente voluto, consapevole dell’importanza del demanio civico, in particolare nelle aree interne della Campania – afferma l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo – L’uso civico, quale bene collettivo e presidio del paesaggio, va certamente tutelato da tutte le forme speculative che ancora esistono, ma anche, proprio grazie ad una migliore conoscenza delle normative di riferimento, valorizzato e regolamentato da parte dei Comuni, i quali sono tenuti ad adottare appositi regolamenti per il godimento degli usi civici da parte dei residenti; deve essere anche migliorato con iniziative a vantaggio dell’intera collettività che ne accentuino la possibile utilizzazione a scopi turistico-ricreativi, per la tutela della biodiversità e delle cultivar tradizionali, per la coltivazione delle piante officinali e dei frutti minori, per l’escursionismo ed il trekking. Il paradigma che guida l’Assessorato è quello di rendere gli usi civici volano di sviluppo per le aree interne”.

“La materia è di estremo interesse per la ricaduta sulle aree interne, spesso gravate da usi civici – sostiene Flora della Valle, Dirigente Ufficio Centrale Politiche Forestali della Regione Campania – La legge di riferimento risale al 1927, sebbene negli ultimi anni vi sia stata un’importante modifica della normativa con l’approvazione di due decreti legge: “Norme in materie di domini collettivi” del 2017 e il “Decreto semplificazioni” convertito poi in legge nel luglio 2021. Il Corso è stato un’occasione per affrontare il tema dal punto di vista delle stratificazioni giurisprudenziali ma non solo, avvalendosi anche di casi pratici. Gli usi civici vanno tutelati come presidio del territorio in una reinterpretazione proattiva e in chiave eco-compatibile ed eco-sostenibile. Sono insediamenti del demanio collettivo, appartengono alla comunità e con un utilizzo intelligente possono contribuire allo sviluppo del turismo e alla valorizzazione di cultivar antiche o di sport all’aria aperta. Il loro affidamento a cooperative di giovani può contribuire a contrastare il depauperamento del capitale umano locale”.

“È un tema affascinante legato alla storia e all’identità dei luoghi – spiega Francesca Dattilo, Funzionario Ufficio Centrale Foreste e Caccia della Regione Campana – Spesso si lavora su registri catastali risalenti all’Ottocento. Tra i nostri interlocutori diretti ci sono i Comuni, che gestiscono spesso gli usi civici e necessitano di competenze. Il Corso pilota ci ha consentito una sorta di full immersion, in un confronto aperto e costruttivo tra l’esperienza della Regione Campania e quella di altre Regioni italiane. Tra l’Ufficio Foreste e Caccia e l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale c’è un’unione di intenti: dove c’è condivisione, fioriscono sempre idee innovative”.
Gli usi civici sono diritti naturali, riconosciuti ai cittadini, dalla forte rilevanza paesaggistica, ambientale e culturale.

“Un corso altamente specialistico su una materia spesso sconosciuta e molto di nicchia, fondamentale in questo momento di transizione ecologica – afferma il Prof. Giuseppe Di Genio, responsabile scientifico del Corso – Si avverte la necessità impellente di tutelare il territorio a partire dai beni pubblici e, allo stesso tempo, di creare opportunità economiche e sociali soprattutto per i giovani, rispetto anche al Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR). Il 16% del territorio comunale della Campania è in uso civico: è un tema da rivalutare e il Corso ha avuto proprio questa funzione: formare i professionisti del futuro. I discenti  hanno lavorato su casi di studio concreti e sulla legislazione vigente, acquisendo competenze anche per la redazione dei Piani di Regolamento di Uso Civico di cui ogni Comune deve dotarsi”.
 

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