Guerra in Ucraina, a Scafati in arrivo rifugiati: l’incontro tra sindaco e parroco per l’accoglienza
Tempo di Lettura: 2 minuti
SCAFATI. Emergenza profughi in fuga dalla guerra. Ieri, insieme all’assessore alle politiche sociali Raffaele Sicignano, il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati ha incontrato al Comune i parroci della città per concordare un piano di intervento condiviso per garantire sostegno ed assistenza ai rifugiati provenienti dall’Ucraina che stanno arrivando nella città. Si è trattato solo del primo di una serie di incontri che saranno promossi per attivare un percorso di solidarietà condiviso, che veda la partecipazione di tutte le espressioni della società civile.
Il primo cittadino spiega: “Recependo le indicazioni della Prefettura, ci attiveremo subito e con ogni mezzo per fornire assistenza ai profughi che arriveranno nella nostra città, regolarizzando prima di tutto la loro presenza sul territorio, per consentire loro di accedere nel più breve tempo possibile all’assistenza sanitaria e logistica prevista”. Il confronto con i parroci è stato molto proficuo – fa sapere Salvati – in quanto le parrocchie rappresentano i primi punti di riferimento per chi necessità di aiuto. “Come Amministrazione forniremo tutta la disponibilità necessaria per assicurare accoglienza ai rifugiati. Data l’emergenza, attiveremo i servizi sociali comunali e valuteremo anche l’ipotesi, se fattibile, di mettere a disposizione, eventualmente, immobili comunali liberi dove accogliere i profughi, con particolare riguardo ai minori, alle donne, agli anziani e ai soggetti più fragili”.
Oggi, intanto, presso il centro vaccinale di via della Resistenza, dalle 9 alle 13, si è svolto un open day promosso dal distretto sanitario 61 e dedicato ai cittadini stranieri. Oltre al personale medico Usca per l’esecuzione dei tamponi è stato presente il responsabile medico della Medicina di Base e assistenza specialistica per la registrazione in anagrafe sanitaria ed il rilascio del codice STP, che garantisce a tutti i cittadini stranieri temporaneamente residenti sul territorio l’accesso alla vaccinazione e alle prestazioni sanitarie.