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Battipaglia, Pd: “il potenziamento del DEA passi dall’ospedale “Santa Maria della Speranza”

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Tempo di Lettura: 5 minuti

BATTIPAGLIA. “È cronaca di questi giorni la decisione del Direttore Sanitario Minervini di riaprire il reparto di Chirurgia di Eboli mediante accorpamento al reparto di Urologia.

Una decisione – tampone che, in ogni caso, non garantirebbe la gestione delle emergenze considerato che la sala operatoria resta chiusa e che non dà risposta ai problemi ormai cronici che affliggono non solo l’Ospedale di Eboli ma tutti i nosocomi del DEA Battipaglia – Eboli – Roccadaspide.

Crediamo, quindi, che siano maturi i tempi per aprire un confronto serio e franco volto a garantire un’organizzazione più efficiente del Dea, a partire dalla gestione delle risorse che dovrebbero essere utilizzate in maniera più efficace e proporzionata alla naturale vocazione di ogni ospedale.

Per far questo, bisogna iniziare ad uscire dalle solite logiche campanilistiche convinti che non dalla protesta ma dalla proposta possano giungere soluzioni condivise con il Territorio che possano garantire livelli di assistenza ottimale all’intera popolazione e non solo ad una parte di essa a discapito di un’altra.

La logica del “ fare tutti un po’” non è più percorribile. È necessario puntare sulla specializzazione dei presidi.
D’altronde, i dati parlano chiaro: nel 2021, su 51.954 accessi di pronto soccorso complessivamente registrati nei tre nosocomi, ben 28.516 accessi sono stati registrati presso il solo pronto soccorso dell’Ospedale di Battipaglia.
I codici rossi, complessivi, sono stati 296. Di questi, ben 175 sono stati registrati solo a Battipaglia.

Appare chiaro, quindi, che la città capofila della Piana del Sele registra il maggior numero delle prestazioni di emergenza effettuate in tutto il DEA.

Questi numeri sono facilmente spiegabili: l’Ospedale di Battipaglia è l’unica struttura sanitaria situata all’uscita dello svincolo autostradale ed insiste in una città che fa da collante tra la Piana del Sele e i Picentini per cui è facilmente raggiungibile da numerosi comuni limitrofi in pochissimo tempo.

Tant’è che, non di rado, al Pronto Soccorso del “Santa Maria della Speranza”, abbiamo visto e continuiamo a vedere arrivare ambulanze anche da città distanti decine e decine di chilometri proprio perché è il punto di pronto soccorso più facilmente raggiungibile per la posizione strategica in cui è allocato.

A questo si aggiunga che, sempre solo nel 2021, gli accessi in Pediatria sono stati ben 3.815, in Ortopedia 3.466, Ginecologia 4.570. L’Ospedale di Battipaglia è ormai divenuto il punto di riferimento per decine di migliaia di pazienti del nostro territorio per tutto ciò che attiene la gestione dell’Emergenza.

È d’obbligo sottolineare che Battipaglia, tra l’altro, è l’unico presidio ospedaliero del DEA ad avere il reparto di pediatria e di terapia intensiva pediatrica (T.I.P.).

Basti pensare che il reparto di terapia intensiva pediatrica, nell’intera regione Campania è presente solo a Battipaglia e a Napoli presso l’Ospedale “Santobono” e, pertanto, si comprende subito quanto sia strategico per il nostro territorio poter contare su tale prestazione di eccellenza che, come tale, dovrebbe essere tutelata e incentivata.

Per questo motivo, crediamo che non sia più procastinabile una riorganizzazione del DEA che rispetti la naturale vocazione di ogni struttura sanitaria. Facciamo appello, alle Istituzioni e alla Direzione Sanitaria affinché:

– Battipaglia diventi un polo dell’emergenza considerato che, logisticamente, è l’unico ospedale in una posizione favorevole e i numeri finora registrati confermano che, in tutto il DEA, è l’unico ospedale che naturalmente è chiamato a far fronte alle urgenze;

– Eboli è un polo di eccellenze specialistiche che vanno tutelate e rafforzate, come – da ultimo – ma solo in ordine di tempo – il reparto di Emodinamica recentemente inaugurato;

– Roccadaspide, per la sua posizione e per la sua vocazione, è un perfetto esempio di struttura di lungodegenza e riabilitazione che potrebbe consentire un alleggerimento della pressione sugli altri due ospedali del DEA fornendo servizi di assistenza specializzata e riabilitazione che, nell’organizzazione attuale del DEA, le altre strutture ospedaliere non sono in grado di fornire compiutamente.

In questo modo, si potrebbe evitare che le strutture lavorino in affanno e, soprattutto, si porrebbe rimedio alle croniche carenze di personale medico e paramedico che affliggono i nostri ospedali così da garantire un servizio sanitario di primario livello”.

(comunicato stampa)

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