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Cooper Standard, firmato l’accordo: un anno di Cassa Integrazione per i 336 operai di Battipaglia

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Tempo di Lettura: 2 minuti

Si apre un nuovo capitolo, forse decisivo, per il futuro della Cooper Standard. È stato siglato l’accordo tra l’azienda e le organizzazioni sindacali (OO.SS. e RSU) per il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per i 336 dipendenti dello stabilimento di Battipaglia. L’intesa, che dovrà essere ratificata presso il Ministero del Lavoro, prevede l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per una durata di 12 mesi, a decorrere dal 10 ottobre 2025.

La misura si basa sull’articolo 44 del decreto legislativo 148/2015, specifico per le aree industriali complesse, e potrà interessare la totalità dell’organico. Secondo quanto si legge nel verbale di accordo, le sospensioni dal lavoro verranno gestite in base alle esigenze tecnico-produttive legate ai progetti in corso di sviluppo. La società si è impegnata a garantire un’equa rotazione del personale posto in CIGS, nel rispetto degli standard di produttività. Un elemento rilevante dell’intesa è la decisione dell’azienda di anticipare ai lavoratori il trattamento di integrazione salariale, erogandolo alle normali scadenze di paga.

L’accordo non è solo una misura di gestione della crisi, ma si inserisce in un più ampio progetto di “potenziale reindustrializzazione del sito produttivo”. L’obiettivo dichiarato è quello di utilizzare i dodici mesi di Cassa Integrazione per ricercare attivamente partner industriali interessati a un rilancio dello stabilimento. Le soluzioni ipotizzate vanno da una riconversione produttiva verso nuovi mercati alla ricollocazione, totale o parziale, degli attuali lavoratori.

Per favorire questo percorso e gestire eventuali esuberi, il testo menziona la necessità di individuare soluzioni come la mobilità volontaria e l’outplacement. Le parti hanno inoltre convenuto di procedere con incontri periodici per monitorare l’evoluzione della situazione aziendale e del mercato. La firma dell’accordo rappresenta, di fatto, l’avvio di un percorso controllato della durata di un anno, il cui esito determinerà il destino dello stabilimento e dei suoi 336 lavoratori.

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