EBOLI POLITICA: DIECI CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL SINDACO CONTE
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Un documento politico che porta in calce la firma di dieci consiglieri comunali di minoranza e al centro della nota tutta la debacle amministrativa che da diversi mesi, ormai, ha paralizzato l’azione di governo.
Una crisi che si trascina da tempo e che non trova una risoluzione concreta neppure davanti all’azzeramento della Giunta. Vani anche i tentativi di mantenere in equilibrio azioni già avviate da tempo, tra qualche manifestazione e appuntamento calendarizzato.
Firmatari del documento sono i consiglieri comunali di minoranza Cosimo Pio Di Benedetto, Francesco Squillante, Emilio Masala, Cosimo Naponiello, Giuseppe Norma, Filomena Rosamilia, Camilla Di Candia, Pierluigi Giarletta, Damiano Cardiello e Pierino Infante. Tutti, espressione della minoranza consiliare, affidano ad un documento la voce comune e chiedono al sindaco Conte le dimissioni come atto di coraggio.
LA NOTA STAMPA
«La situazione per la città di Eboli sta diventando ormai drammatica, abbandonata a sé stessa da un Sindaco ormai in confusione ed incapace di amministrare, con un gruppo di persone chiamate a gironzolare in Comune e per gli uffici senza deleghe e senza identità, in virtù di una passata funzione di assessori, senza maggioranza consiliare e senza ormai alcun contatto con la vita reale, gli uffici comunali e la comunità.
L’ultimo Consiglio comunale, rimasto a metà, sembra ormai dimenticato dal Sindaco che ormai sfugge al solenne luogo del confronto in una sua convinzione che dire “balle” in interviste titaniche (da Titanic) lo aiuterà ad arrivare a fine mandato senza fare nulla per la sua città e, nel contempo, la Ragioneria del Comune lo richiama all’ordine (meno male esistono gli uffici) ricordandogli che non lavorare sul nuovo documento di programmazione (già previsto per il 31.12.2025) ma soprattutto non avere portato a termine l’ultimo consiglio comunale, comporta di fatto un commissariamento dell’Ente, impossibilitato a spese anzi aggravato da altri costi, sempre a discapito della città.
La sicurezza pubblica con videosorveglianza oggetto di verifiche da parte della opposizione si appalesa deficitaria ormai e senza alcuna corrispondenza tra il misero impianto e quanto dichiarato ripetutamente dal Sindaco, che manifesta la sua ignoranza di quanto sta accadendo negli uffici, che a loro volta (P.M.) si rivolgono a ditta che in precedenza hanno già contestato (???); il nuovo piano regolatore, fatto e rifatto come la tela di Penelope, è ormai caduto nel baratro della scadenza dei termini, con impiegati e cittadini devoti ai Santissimi in preghiera per una ulteriore proroga che impedirebbe altro commissariamento; le opere pubbliche e di rigenerazione ferme al palo, come il famoso e rilevantissimo finanziamento P.R.I.U.S. di cui non si parla quasi più, in una fase di disinteresse e quasi rassegnazione; un ospedale allo sbando, privato anche di minimi miglioramenti con finanziamenti persi per dabbenaggine».
Il documento continua: «La città è ormai ostaggio e vittima di un modus operandi arrogante, che si regge sulle speranze e sulla ostinazione di evitare confronti e di persuadere con le falsità e mistificazioni, aiutandosi con una fedele “stampella” utile solo al perseverare nello scempio della città mentre si aspetta ancora che qualcuno, in un slancio di responsabilità, prenda le distanze, come fatto già da qualcuno».
LA RICHIESTA DI DIMISSIONI
«A questo punto, ciò che era percepito chiaramente dalla collettività, diventa ormai palese anche negli atti e comportamenti del Sindaco dimezzato, che prendendo spunto da sollecitazioni in senso opposto per la città di Salerno da parte di illustre consanguineo, dimostri di amare la città di Eboli e rassegni immediatamente le dimissioni, chiedendo scusa ai cittadini per quanto di tragico ha prodotto».