Eboli, il relitto del Mensh II verso la rimozione: approvata la delibera di Giunta
Tempo di Lettura: 4 minuti
Con la delibera n. 22 del 9 gennaio 2026 il Comune di Eboli aderisce al bando regionale per la rimozione dei relitti abbandonati. Si riaccende la speranza per la rimozione dello yacht arenato a Campolongo.
EBOLI – Dopo anni di immobilismo e polemiche, potrebbe essere finalmente arrivata una svolta per il relitto del Mensh II, lo yacht di 28 metri arenato sulla spiaggia di Campolongo, nel tratto di costa compreso tra Eboli e Battipaglia. Con la delibera di Giunta comunale n. 22 del 9 gennaio 2026, l’Amministrazione comunale di Eboli ha approvato l’adesione all’avviso pubblico regionale destinato ai Comuni costieri per l’assegnazione di contributi finalizzati alla rimozione di relitti e natanti abbandonati lungo le coste campane.
Un atto amministrativo che rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda diventata, nel tempo, simbolo di degrado ambientale e di difficoltà burocratiche. Il Mensh II, battente bandiera polacca e di proprietà di un cittadino francese residente in Spagna, giace da ormai quattro anni abbandonato sull’arenile di Marina di Eboli, senza che sia mai stato possibile procedere alla sua rimozione.
Un relitto simbolo di degrado e pericolo ambientale
Nel corso degli anni, l’imbarcazione è diventata un vero e proprio ecomostro, non solo per l’impatto visivo sul paesaggio costiero, ma anche per i rischi ambientali connessi alla sua presenza. Il relitto si trova infatti a ridosso di un’area dunale classificata come Sito di Interesse Comunitario e Zona Speciale di Conservazione (SIC/ZSC), riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con la denominazione 1T8050010 – Fasce litoranee a destra e sinistra del fiume Sele, parte integrante della rete europea Natura 2000.
Una collocazione particolarmente delicata che ha acceso negli anni le proteste di cittadini, associazioni ambientaliste, comitati locali e consiglieri comunali. Non sono mancate segnalazioni, interrogazioni e persino ordinanze sindacali indirizzate a Consolati e Ministeri italiani ed esteri, nel tentativo – finora vano – di individuare il proprietario, di fatto irreperibile, e imporre la rimozione del natante.
Il nodo dei costi e lo spiraglio del bando regionale
Il principale ostacolo alla rimozione del Mensh II è sempre stato l’elevato costo delle operazioni di disincaglio, bonifica e smaltimento, una spesa giudicata insostenibile per le casse comunali senza il supporto di finanziamenti esterni. Proprio in quest’ottica si inserisce l’adesione al bando regionale.
Con la delibera approvata, la Giunta comunale ha autorizzato l’Ufficio Ambiente a predisporre e candidare un progetto specifico, finalizzato all’ottenimento del contributo economico messo a disposizione dalla Regione Campania. Un passaggio tecnico ma fondamentale, che apre a una prospettiva concreta di soluzione.
Sarà davvero la volta buona?
Resta ora da capire se il progetto presentato dal Comune di Eboli riuscirà a ottenere il finanziamento necessario e, soprattutto, se i tempi burocratici permetteranno di arrivare finalmente alla rimozione del relitto del Mensh II. Una soluzione attesa da anni, che consentirebbe di restituire decoro al litorale, tutelare un’area naturalistica di pregio e chiudere una delle pagine più controverse della gestione ambientale locale.
Dopo tante promesse e tentativi falliti, la domanda resta una sola: sarà davvero la volta buona per liberare la spiaggia di Campolongo da un relitto che l’ha segnata troppo a lungo?