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Traffico illecito di rifiuti: 12 indagati in Campania, sequestri per oltre 500mila euro

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Salerno, 29 gennaio 2026 – Una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, supportati dai Comandi Provinciali di Salerno, Napoli e Caserta, ha portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare per 12 soggetti coinvolti in un presunto traffico illecito di rifiuti.
L’operazione ha visto l’applicazione di 8 misure di arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora. L’accusa principale è di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
 
Dettagli dell’Indagine e Modalità Operative
Le indagini, avviate nell’ottobre 2023 e protrattesi per diversi mesi, hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, video riprese e acquisizioni documentali per ricostruire il presunto sistema illecito.
Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero sistematicamente smaltito illecitamente rifiuti speciali pericolosi e non, tra cui scarti industriali, tessili e frazione indifferenziata di RSU. L’obiettivo era ottenere un ingiusto profitto, risparmiando sui costi delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge.
Il traffico si sarebbe articolato attraverso tre diversi canali:
  • Conferimento di rifiuti industriali presso l’isola ecologica e successivamente nell’impianto pubblico STIR di Battipaglia.
  • Abbandono illecito dei rifiuti in siti, alcuni dei quali di particolare pregio naturalistico, anche fuori dalla Campania.
  • Interramento dei rifiuti in un’area di pertinenza di un’azienda suinicola a Roccadaspide, causando un imponente danneggiamento ambientale.
Per mascherare le attività illecite, venivano redatte false documentazioni sulla classificazione e il trasporto dei rifiuti, e create false fatturazioni per giustificare lo smaltimento abusivo.
 
Sequestri e Misure Cautelari
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, disposte dal GIP, è stato dato corso al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 530.000 euro, ritenuti profitto dei reati contestati. I sequestri riguardano:
  • Due impianti coinvolti nel flusso di smaltimento.
  • Otto automezzi utilizzati per il trasporto.
  • La somma in denaro profitto dei reati.
L’applicazione delle misure cautelari è finalizzata a impedire la commissione di ulteriori reati della stessa specie, sebbene il provvedimento non comporti ancora un giudizio di responsabilità definitivo.

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