Crisi di giunta a Eboli, Lavorgna, Moscariello e Pierro: «Basta tatticismi, vogliamo solo il bene del paese»
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La crisi di giunta a Eboli entra in una fase decisiva. A intervenire nel dibattito politico sono il capogruppo Adolfo Lavorgna e i consiglieri comunali Cesare Moscariello e Maria Rosaria Pierro, che con una nota ufficiale indirizzata al sindaco Mario Conte chiariscono la loro posizione nel pieno della verifica politica in corso all’interno dell’amministrazione comunale.
«Nessun ricatto, nessuna richiesta di deleghe o di incarichi: vogliamo solo il bene di Eboli». È questo il messaggio netto lanciato dai tre esponenti della maggioranza, che respingono con decisione ogni lettura che possa far pensare a pressioni personali o a trattative legate al riassetto della giunta. «In questa nuova fase amministrativa – sottolineano – non accettiamo ricatti di alcun tipo. Non chiediamo deleghe, non rivendichiamo posti o posizioni. L’unico interesse che ci guida è esclusivamente quello della città, non come una forza politica di maggioranza che da quattro anni ricatta».
Parole che richiamano il senso di responsabilità politica e istituzionale, accompagnate da una richiesta precisa al primo cittadino. Secondo Lavorgna, Moscariello e Pierro, la verifica politica deve essere chiusa al più presto. «Eboli ha bisogno di certezze, di stabilità e di un’amministrazione capace di lavorare senza paralisi e senza tensioni continue», evidenziano nella nota.
I tre consiglieri ribadiscono inoltre la necessità di un impegno collettivo da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale. «Tutti facciano un passo indietro – affermano – purché prevalga il bene del Paese». Una posizione che mira a smorzare polemiche e tatticismi, riportando al centro dell’azione amministrativa le reali esigenze della comunità ebolitana.
Nel documento non manca, infine, un passaggio politicamente significativo che apre anche a scenari alternativi. «Se non ci sono le condizioni per andare avanti serenamente – concludono – allora è giusto avere il coraggio di dirlo: si può anche andare a casa e ridare la parola ai cittadini attraverso nuove elezioni». Un messaggio chiaro che segna un punto fermo nel confronto politico e nella crisi di giunta a Eboli.