Fondi europei e sviluppo locale, Ciliberti: “Il GAL Colline Salernitane va azzerato. Basta scelte calate dall’alto e azioni senza visione”
Tempo di Lettura: 5 minuti
Olevano sul Tusciano – Duro intervento del Sindaco di Olevano sul Tusciano e neo Consigliere della Provincia di Salerno con delega ai Fondi Europei, Michele Ciliberti, sulla gestione del GAL Colline Salernitane.
Al centro delle dichiarazioni, la richiesta di un vero e proprio “anno zero” per il Gruppo di Azione Locale, accusato di mancanza di visione strategica e di una gestione tecnico-amministrativa distante dalle esigenze dei territori.
Fondi europei e sviluppo locale: “Il GAL ha perso la sua missione”
“Il GAL – dichiara Ciliberti – doveva essere uno strumento di sviluppo condiviso, un laboratorio permanente di progettazione territoriale, una cabina di regia capace di intercettare e indirizzare in modo efficace i fondi europei. Oggi, invece, appare come un contenitore opaco, privo di reale percezione da parte dei cittadini e distante dagli attori economici e sociali del comprensorio”.
Parole che aprono un dibattito centrale sul tema dei fondi europei per lo sviluppo locale nelle Colline Salernitane, in un momento storico in cui le risorse comunitarie rappresentano una leva decisiva per agricoltura, turismo rurale, innovazione e occupazione.
Nessuna percezione reale sul territorio
Secondo il Sindaco, il GAL non è riconoscibile né nei risultati né nella presenza operativa nei comuni interessati.
“Chiediamo ai cittadini, agli imprenditori agricoli, alle associazioni di categoria, ai giovani professionisti: cosa resta concretamente dell’azione del GAL? La risposta è disarmante. Non c’è una narrazione chiara, non c’è una rendicontazione pubblica comprensibile, non c’è un’identità strategica”.
Ciliberti parla di azioni spot, incontri propagandistici, iniziative frammentarie, assenza di un disegno organico.
Il nodo, sottolinea, è il coinvolgimento degli attori territoriali, che avverrebbe troppo spesso “a valle delle decisioni”, quando le scelte progettuali sono già definite.
“Non è partecipazione quella che arriva a cose fatte. Il territorio non può essere convocato solo per ratificare scelte prese altrove”.
Assenza di una visione strategica per le Colline Salernitane
Il punto centrale dell’intervento riguarda la mancanza di un obiettivo chiaro per l’intero territorio delle Colline Salernitane.
“Qual è oggi il vero obiettivo strategico? Puntiamo sull’agroalimentare di qualità? Sulla filiera corta? Sull’innovazione rurale? Sul turismo esperienziale? Sulla rigenerazione dei borghi? Non è chiaro”.
Secondo Ciliberti, senza una direzione precisa, ogni finanziamento rischia di trasformarsi in un intervento isolato, scollegato da una strategia integrata.
Il rischio evidenziato è quello di disperdere milioni di euro di fondi europei in micro-progetti non coordinati, con un danno doppio: economico, per la mancata creazione di occupazione stabile e reti tra imprese; politico, per la perdita di credibilità delle istituzioni.
“Stiamo parlando di risorse che dovrebbero generare infrastrutture immateriali, innovazione nei processi produttivi e connessioni tra imprese. Senza una visione comune, tutto questo si frammenta”.
Stop alle scelte calate dall’alto nella programmazione europea
Ciliberti denuncia inoltre una gestione eccessivamente tecnicistica.
“Non possiamo più subire scelte calate dall’alto, elaborate in stanze chiuse, con un linguaggio burocratico che esclude amministratori e operatori. La programmazione europea deve essere uno strumento politico nel senso più alto del termine: deve rispondere ai bisogni reali delle comunità”.
Il Sindaco ribadisce la necessità di ristabilire la centralità dei Comuni e dei Sindaci nella definizione delle strategie territoriali, soprattutto in una fase cruciale per la nuova programmazione dei fondi UE.
L’appello ai Sindaci: “Serve un anno zero del GAL”
Nel passaggio finale, l’appello è diretto ai colleghi amministratori del comprensorio.
“Rivolgo un invito chiaro e pubblico a tutti i Sindaci dell’area: è il momento di intervenire con coraggio. Dobbiamo chiedere con forza un azzeramento dell’attuale assetto gestionale e tecnico del GAL e avviare una fase nuova”.
Ciliberti parla apertamente di un “anno zero della programmazione locale”, basato su: tavoli permanenti di confronto, trasparenza amministrativa, pochi obiettivi chiari e misurabili, strategia unitaria per l’intero territorio.
“Non sono interessato a nessuna carica rappresentativa – conclude – ma se non cambiamo ora, rischiamo di bruciare ulteriori milioni di euro in azioni sconnesse e solo propagandistiche. I nostri territori meritano programmazione, visione e responsabilità. È il tempo delle scelte coraggiose”.