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Tre milioni di tonnellate a Valle della Masseria: nuovo progetto scuote Serre e l’Oasi WWF

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Tempo di Lettura: 6 minuti

SERRE (SA) – Tornano ad accendersi i riflettori su Valle della Masseria, nel cuore del territorio di Serre, dopo la diffusione di una notizia che sta riaccendendo il dibattito ambientale nell’area dell’Alto Sele e degli Alburni.

A rendere pubblica la vicenda è stata la famiglia del compianto preside Baldassarre Chiaviello, attraverso il suo profilo social, rilanciando l’allarme su un progetto che prevederebbe lo sversamento di tre milioni di tonnellate di materiali da scavo nell’area di Valle della Masseria.


Il progetto: tre milioni di tonnellate di materiali da scavo

Secondo quanto riportato nel post, la società Inerti Puglietta Srl avrebbe presentato richiesta di autorizzazione unica per conferire nell’area circa 3 milioni di tonnellate (pari a 1.700,00 mc secondo quanto indicato nel documento citato) di materiali provenienti da scavi.

Il progetto, pubblicato sul sito della Regione Campania (procedura VIA/VAS prot. n. 10157) e già trasmesso al Comune di Serre, viene descritto dai promotori come un intervento di riqualificazione.

Ma secondo quanto denunciato nel post, l’area sarebbe già perfettamente rinaturalizzata e rappresenterebbe oggi un’estensione naturale dell’ecosistema dell’WWF presente sul territorio.


L’allarme della famiglia Chiaviello

Nel messaggio diffuso sui social si legge:

«A Valle della Masseria sta per essere autorizzato un progetto di grandissimo impatto sulla salute, sull’ambiente e sull’ecosistema dell’Oasi WWF. Con la scusa di riqualificare l’area – perfettamente rinaturalizzata – ancora una volta si violenta il nostro territorio per profitto. Le criticità del progetto […] sono evidenti».

Parole che hanno immediatamente riacceso l’attenzione tra i cittadini, soprattutto tra coloro che negli anni hanno condiviso le battaglie ambientali del preside Chiaviello. Diversi, infatti, sono i commenti di chi propone azioni importanti di protesta tra cui l’ex sindaco di Eboli, Gerardo Rosania: “Credo che come tanti anni fa con tuo padre dovremo tornare in piazza a protestare, con l’aggravante che le leggi securitate prodotte da questo governo e da una opposizione in gran parte dormiente, rendono difficili anche le proteste pacifiche come quella che facemmo 20 anni fa per salvare Valle della Masseria. Ma credo che bisognerà farlo”. Carmine Caprarella, attivista ed ex amministratore ebolitano: “Credo che debba costruirsi un comitato che quanto meno segua la vicenda, coinvolgendo le realtà associative a partire da quelle più rappresentative. Concordo con Gerardo Rosania, possiamo iniziare a recuperare la documentazione coinvolgendo tutti a partire dal comune di Serre, almeno per capire cosa è previsto”.


Le proteste del passato: presidi e occupazioni

La questione di Valle della Masseria non è nuova alle cronache. Negli anni scorsi l’area è stata al centro di manifestazioni, presidi permanenti e occupazioni simboliche, fino al blocco dell’autostrada, in una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di cittadini.

La valle, considerata di grandissimo pregio ambientale, si è progressivamente ricomposta dal punto di vista naturalistico, diventando – secondo i comitati – una naturale estensione dell’Oasi WWF locale e un polmone verde fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema.


Preoccupazione crescente a Serre

In queste ore la preoccupazione cresce tra residenti e associazioni.

«Valle della Masseria è un’area di grandissimo pregio ambientale che negli anni si è ricomposta diventando la naturale estensione dell’Oasi. Per questo motivo ci opporremo allo sversamento di materiali e lo faremo con tutte le nostre forze, mettendo in campo azioni di protesta e legali perché il nostro territorio merita rispetto e cura».

Si preannuncia dunque una nuova stagione di mobilitazione civica nel comune di Serre, con possibili sviluppi sia sul piano amministrativo sia su quello giudiziario.


Valle della Masseria e Oasi WWF: un equilibrio delicato

Il nodo centrale resta l’impatto ambientale dell’intervento. L’area di Valle della Masseria si trova in un contesto naturalistico sensibile, legato all’ecosistema dell’Oasi WWF e alla biodiversità dell’Alto Sele.

Eventuali conferimenti di materiali da scavo, qualora autorizzati, potrebbero incidere su suolo, falde e habitat naturali, tema che sarà oggetto delle valutazioni tecniche previste nell’ambito della procedura VIA/VAS.


Cosa succede ora

L’iter autorizzativo è in corso e spetterà agli enti competenti esprimersi sul progetto. Nel frattempo, la comunità locale si prepara a far sentire la propria voce.

La vicenda di Valle della Masseria torna così al centro del dibattito pubblico, tra esigenze di sviluppo e tutela ambientale.

Una questione che, ancora una volta, divide e interroga il territorio di Serre e dell’intera provincia di Salerno: tre milioni di tonnellate possono davvero conciliarsi con la salvaguardia di un’area rinaturalizzata e di alto valore ecologico?

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