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Valva ospita il 1° Festival dei Campanacci d’Italia: tradizioni pastorali, musica e artigianato in Campania

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Sabato 7 marzo 2026 alle ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta una giornata dedicata alla cultura agro-pastorale: mostra, dimostrazioni di forgiatura, musica tradizionale e stand gastronomici.

VALVA – Il suono antico dei campanacci, simbolo della vita pastorale e della transumanza lungo l’Appennino, torna protagonista in Campania con il 1° Festival dei Campanacci d’Italia, in programma sabato 7 marzo 2026 presso le ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta di Valva.

La manifestazione nasce con l’obiettivo di valorizzare una delle tradizioni più antiche della cultura rurale italiana, quella delle campane da pascolo. Strumenti che per secoli hanno accompagnato il lavoro di pastori e allevatori e che oggi rappresentano un autentico patrimonio culturale e sonoro delle comunità agro-pastorali.

Un festival tra storia, artigianato e cultura popolare

Il Festival dei Campanacci d’Italia a Valva proporrà un percorso immersivo dedicato alla tradizione pastorale. Durante la giornata sarà possibile visitare una mostra dedicata ai campanacci, assistere alle esibizioni degli scampanatori, ascoltare musiche della tradizione pastorale e seguire dimostrazioni dal vivo di forgiatura, che mostreranno le tecniche artigianali utilizzate per la realizzazione di questi strumenti.

Spazio anche alla realizzazione dei collari in legno, indispensabili per l’utilizzo delle campane negli allevamenti, e agli stand gastronomici con prodotti tipici del territorio, per valorizzare le eccellenze locali.

Un progetto di valorizzazione del territorio

L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione territoriale portato avanti negli ultimi anni dal Comune di Valva, guidato dal sindaco Giuseppe Vuocolo, con l’obiettivo di rilanciare le tradizioni locali e rafforzare l’identità culturale del territorio.

Il festival è organizzato dall’associazione Gruppo Amico, realtà impegnata nella tutela e nella promozione delle tradizioni popolari, con il patrocinio del Comune di Valva.

Il programma della giornata

Il programma del 1° Festival dei Campanacci d’Italia prenderà il via alle ore 8.00 con l’accoglienza degli espositori.

Alle 9.30 è prevista l’apertura della mostra dedicata ai campanacci, mentre alle ore 11.00 si terrà la presentazione del volume Campanacci d’Italia a cura del professor Giovanni Mocchi, tra i principali studiosi italiani delle tradizioni legate ai campanacci e alla cultura pastorale.

Gli stand di ristorazione apriranno alle ore 12.30, mentre la manifestazione si concluderà alle 18.30.

Il significato culturale dei campanacci

Secondo Giovanni Mocchi, i campanacci rappresentano molto più di semplici strumenti di lavoro.

«Il campanaccio è l’oggetto che meglio testimonia la passione, l’orgoglio e l’abilità dei pastori e degli allevatori. La ’ncampanata, ovvero il concerto che il pastore seleziona per i propri animali, diventa una vera e propria carta d’identità sonora e un motivo di riconoscimento all’interno della comunità».

Le origini dei campanacci risalgono addirittura all’Età del Bronzo, quando venivano utilizzati in ambito cerimoniale. Con il tempo sono diventati strumenti indispensabili per il pascolo, mantenendo tuttavia un forte valore rituale tramandato attraverso i culti greci e romani e ancora presente in molti riti agro-pastorali italiani.

La loro costruzione resta ancora oggi un’arte tramandata dai mastri campanari, che lavorano metallo e fuoco per ottenere un suono specifico, diverso da area ad area, capace di rappresentare la tradizione sonora di un territorio.

Un evento per riscoprire le radici dell’Appennino

Il Festival dei Campanacci d’Italia vuole essere non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per riscoprire le radici culturali dell’Appennino meridionale, dove il suono delle campane da pascolo continua a raccontare storie di transumanza, artigianato e identità locale.

L’ingresso alla manifestazione è libero.

 

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