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Eboli, Italia Viva: “Bene la transazione sulla SS19, ma perché non si applica lo stesso principio al caso Esculapio?”

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Tempo di Lettura: 4 minuti

EBOLI – Positiva la scelta dell’amministrazione comunale di chiudere il contenzioso sui lavori di riqualificazione della SS19 nel tratto Tavoliello–Epitaffio. Ma perché lo stesso approccio non viene adottato anche nella vicenda della cooperativa Esculapio, che coinvolge 18 famiglie in attesa da anni di quanto dovuto? È la domanda posta da Italia Viva – Casa Riformista di Eboli, che interviene sul tema con una nota firmata dal consigliere comunale Cosimo Naponiello e dal presidente cittadino Carmine Busillo.

Transazione SS19: “Una scelta pragmatica”

Secondo Italia Viva, la deliberazione con cui la Giunta comunale ha approvato l’accordo transattivo relativo ai lavori della SS19 rappresenta una decisione amministrativa pragmatica.

Chiudere un contenzioso aperto da anni con l’impresa esecutrice dei lavori, spiegano i rappresentanti riformisti, significa infatti sbloccare un’opera pubblica attesa dalla città e intervenire su uno dei punti più critici di quel tratto stradale: il ponte sul vallone.

Il tratto Tavoliello–Epitaffio è da tempo segnalato come pericoloso e difficoltoso da attraversare, in particolare per pedoni, anziani e persone con disabilità.

Se l’accordo transattivo consente di superare una causa, evitare ulteriori spese legali e interessi e soprattutto permettere l’avvio degli interventi necessari per mettere in sicurezza la strada, si tratta – secondo Italia Viva – di una scelta di buon senso amministrativo.

Il confronto con il caso Esculapio

Proprio per questo, però, Italia Viva si chiede perché lo stesso principio non venga applicato ad altre vicende che riguardano direttamente i cittadini.

Il riferimento è alla vertenza legata alla cooperativa Esculapio nell’ambito del Piano di Zona S3 ex S5, nella quale 18 famiglie attendono da anni il riconoscimento delle somme spettanti.

Secondo il gruppo riformista, il Comune continua a trascinare un contenzioso che appare ormai destinato a concludersi in tribunale con esito sfavorevole.

In questo scenario, le conseguenze sarebbero inevitabili: si genererebbe infatti un debito fuori bilancio che qualcuno dovrà comunque coprire.

Il rischio per le casse pubbliche

Quel debito – spiegano Naponiello e Busillo – potrebbe ricadere sulla società ASSI, e quindi sui Comuni dell’ex Piano di Zona S3 ex S5 oppure direttamente sul Comune di Eboli.

In entrambi i casi si tratterebbe di costi destinati a gravare sui cittadini, generati da anni di inerzia amministrativa e dalla mancata assunzione di decisioni.

Finanziamenti persi e costi maggiori

Italia Viva sottolinea inoltre che, non trovando una soluzione transattiva, l’amministrazione avrebbe lasciato sfumare un finanziamento pubblico di centinaia di migliaia di euro che avrebbe consentito di chiudere la vicenda senza pesare sulle casse comunali.

Il risultato, secondo i riformisti, è paradossale: si rischia di pagare molto di più con soldi pubblici proprio a causa della mancata decisione.

L’appello al sindaco

Da qui la domanda rivolta direttamente al sindaco.

Se nel caso della SS19 è stata scelta la strada del realismo amministrativo, perché non adottare lo stesso criterio anche nella vicenda Esculapio, chiudendo una vertenza che tiene 18 famiglie in attesa da anni ed evitando la formazione di un debito fuori bilancio?

“La politica – concludono Naponiello e Busillo – deve assumersi la responsabilità delle scelte. Perché se una causa che si sa di perdere non viene chiusa per tempo, il conto finale non lo paga la politica, ma sempre i cittadini”.

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