L’Agro Nocerino riscopre i suoi maestri: Vincenzo Marchesano si laurea con una tesi sui Solimena
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SALERNO / AGRO NOCERINO SARNESE – Un importante traguardo accademico accende i riflettori sul patrimonio artistico del nostro territorio. Si è concluso ieri, presso l’Università degli Studi di Salerno, il percorso di studi di Vincenzo Marchesano, che ha conseguito la laurea in Scienze dei Beni Culturali.
Il neo-dottore ha discusso un’interessante tesi nell’ambito del Laboratorio di Storia dell’Arte 1, focalizzando la sua ricerca su due figure titaniche della pittura barocca: Angelo e Francesco Solimena.
Un’eredità d’arte tra padre e figlio
La scelta di approfondire il legame tra i Solimena e l’Agro Nocerino Sarnese non è casuale. Angelo Solimena (1629-1716), capostipite della famiglia, visse e operò a lungo a Nocera Inferiore, dove si sposò e lasciò capolavori fondamentali come La Deposizione. Proprio questo dipinto, rubato nel 1983 e recentemente ritrovato a Urbino, testimonia il viscerale legame tra l’artista e la comunità nocerina.
Il figlio Francesco Solimena (1657-1747), detto l’”Abate Ciccio”, portò la fama della bottega di famiglia in tutta Europa. Considerato uno dei massimi esponenti del tardo Barocco e del Rococò, Francesco seppe fondere la lezione di Luca Giordano con una nuova monumentalità, influenzando generazioni di artisti europei. Le sue opere sono oggi custodite nei più grandi musei del mondo, ma le radici della sua arte affondano proprio tra i vicoli e le chiese dell’Agro, da Angri (dove si ammira l’Estasi di Santa Rosa) a Sarno e Pagani.
Un contributo alla valorizzazione locale
Il lavoro di Vincenzo Marchesano si inserisce in un filone di studi fondamentale per la riscoperta delle identità locali. Analizzare le opere dei Solimena nel loro contesto originario significa non solo celebrare il passato, ma offrire nuovi strumenti per la tutela e la promozione turistica di un territorio ricchissimo di tesori spesso poco noti.
A Vincenzo, che ha saputo coniugare rigore scientifico e amore per le proprie radici, vanno i più calorosi auguri da parte degli amici e della redazione. Che questo successo sia solo il primo passo di una brillante carriera nel mondo della cultura.
Ad maiora, dottore!