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Emergenza ordigni nella Piana del Sele: secondo ritrovamento, previste due evacuazioni

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Eboli – Non si arresta l’allerta nella Piana del Sele, dove nel giro di pochi giorni è stato rinvenuto un secondo ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. La scoperta è avvenuta durante i lavori per il cantiere dell’Alta Velocità in località Serracapilli, in un’area a breve distanza dall’autostrada del Mediterraneo. Il Sindaco di Eboli Mario Conte è impegnato in Prefettura. Si attende la comunicazione ufficiale del Comune. 

Il ritrovamento

Il nuovo ordigno è stato identificato come una bomba statunitense da 100 libbre (modello An-M30 GP Tnt). Secondo le prime valutazioni degli artificieri, si tratterebbe di un residuato sganciato oltre 80 anni fa durante le operazioni militari legate allo sbarco alleato del settembre 1943. L’ordigno conserverebbe sia la spoletta di ogiva sia quella di coda, elementi che ne confermano l’elevato potenziale di pericolo.

Due bonifiche ravvicinate

A rendere più complessa la gestione dell’emergenza è la vicinanza con un altro ordigno, di fabbricazione inglese, rinvenuto lo scorso 12 marzo. Le operazioni di disinnesco del primo residuato sono già calendarizzate per il prossimo 12 aprile, mentre per il secondo intervento si prevede una finestra temporale a distanza di una o due settimane.

La concomitanza dei due ritrovamenti comporterà un notevole impegno logistico per il Genio Guastatori e le forze dell’ordine, chiamati a gestire due distinte operazioni di bonifica in un’area ristretta.

Sicurezza e coordinamento

Subito dopo la scoperta, i Carabinieri hanno attivato il protocollo di emergenza, coinvolgendo la Prefettura e i reparti specializzati del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta. L’area è stata immediatamente delimitata e interdetta per un raggio di circa 180 metri.

Per coordinare gli interventi è stato convocato un vertice in Prefettura con tutte le istituzioni coinvolte: Comune, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Polizia Stradale, Anas, Rfi ed Enel. 

Impatto sulla popolazione

Il piano di sicurezza prevede il censimento dei residenti da evacuare e la mappatura delle infrastrutture presenti nel sottosuolo. L’obiettivo è garantire il massimo livello di sicurezza durante le operazioni di disinnesco, limitando al minimo i disagi per la popolazione. 

 

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