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Autismo, nuove frontiere della ricerca: a Salerno i risultati del progetto internazionale GEMMA

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Salerno si prepara a diventare il centro del dibattito scientifico internazionale sull’autismo. Il prossimo 30 aprile 2026, infatti, il Salone dei Marmi del Comune ospiterà la “GEMMA Final Conference: Results, Impact and Future Perspectives”, appuntamento che segna la presentazione in anteprima mondiale dei risultati di un ambizioso studio durato sette anni.

Al centro dell’iniziativa il progetto GEMMA (Genome, Environment, Microbiome and Metabolome in Autism), coordinato dalla Fondazione EBRIS e finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020. Si tratta di una delle ricerche più articolate mai realizzate sui disturbi dello spettro autistico, capace di integrare genetica, ambiente e microbioma in un unico modello di analisi.

I numeri raccontano la portata del progetto: circa 250.000 metadati raccolti, oltre 21.000 campioni analizzati e 344 famiglie coinvolte, tra cui 71 bambini con diagnosi di autismo. Un patrimonio di dati senza precedenti che apre nuove prospettive nella comprensione delle basi biologiche dell’ASD.

La conferenza rappresenta il momento culminante di un percorso che ha coinvolto università e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti. A moderare i lavori sarà il giornalista scientifico Massimo Barberi, direttore di Microbioma.it, che introdurrà il tema della corretta comunicazione sull’autismo, aspetto cruciale per contrastare disinformazione e semplificazioni.

Tra gli interventi più attesi, quello del professor Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico della Fondazione EBRIS e coordinatore del progetto GEMMA, che illustrerà obiettivi, metodologie e risultati ottenuti. Accanto a lui, i rappresentanti degli altri 15 partner internazionali contribuiranno a delineare l’impatto della ricerca e le prospettive future.

Uno degli elementi più innovativi del progetto è l’approccio multi-omico integrato, supportato da strumenti di intelligenza artificiale. Questo metodo ha consentito di individuare i primi potenziali biomarcatori biologici dell’autismo, aprendo la strada a strategie di screening precoce, predizione del rischio e interventi personalizzati. Si tratta di un cambio di paradigma significativo: dalla diagnosi basata prevalentemente sull’osservazione comportamentale a una sempre più fondata su segnali biologici misurabili.

La “GEMMA Final Conference” non sarà solo un evento scientifico, ma anche un’occasione di confronto tra ricerca, informazione e comunità. Un appuntamento che conferma il ruolo di Salerno e della Fondazione EBRIS come punto di riferimento europeo nel campo dell’innovazione biomedica e della ricerca sull’autismo.

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