Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views :
adimage

Presentato al Senato il report sulla filiera bufalina: la Piana del Sele punta su sostenibilità e innovazione

/
/
/

Tempo di Lettura: 4 minuti

La Piana del Sele si conferma cuore pulsante della filiera bufalina campana e nazionale. Da qui parte la sfida della sostenibilità, al centro del report “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme al sistema delle BCC locali e con il coinvolgimento di Coldiretti e Confagricoltura.

Lo studio, presentato a Roma presso il Senato, accende i riflettori su un comparto che rappresenta non solo un’eccellenza produttiva, ma anche un elemento identitario del territorio.

Un patrimonio della Campania

I numeri parlano chiaro: in Italia si concentra il 95% del patrimonio bufalino europeo e circa 435.000 capi, di cui il 70% allevati in Campania. In questo contesto, la Piana del Sele gioca un ruolo strategico, con oltre un quarto degli allevamenti regionali e quasi un terzo dei capi.

Una filiera che ruota soprattutto attorno alla produzione di latte e alla trasformazione in prodotti simbolo come la Mozzarella di Bufala Campana DOP, ambasciatrice del territorio nel mondo.

La sfida della sostenibilità

Il report evidenzia come il futuro del comparto passi dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione.
Per Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, la sostenibilità è ormai un fattore chiave:
“Parliamo di una delle eccellenze agroalimentari più conosciute e apprezzate, che oggi deve affrontare una sfida decisiva. La sostenibilità è qualità e aumenta la competitività”.

Innovazione nelle aziende agricole

Dalla gestione dell’acqua alle energie rinnovabili, fino alla riduzione delle emissioni e al riutilizzo dei sottoprodotti, il report individua soluzioni concrete già disponibili per le aziende del territorio.

Tra queste:

  • microirrigazione e recupero delle acque reflue
  • impianti agrivoltaici e tecnologie a basso impatto energetico
  • produzione di biogas e biometano da scarti di lavorazione
  • packaging sostenibili

Un percorso che, come sottolinea Rosario Pingaro, può nascere anche dall’adattamento di soluzioni già utilizzate in altri settori.

Economia locale e opportunità per i giovani

La filiera bufalina resta un pilastro dell’economia della Piana del Sele. Non solo produzione, ma anche occupazione e prospettive per le nuove generazioni.

Secondo Camillo Catarozzo, si tratta di un settore che può offrire “una concreta possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro sul territorio”, a patto di rafforzare infrastrutture e collaborazione tra imprese.

Sulla stessa linea Giuseppe Tuozzo, che sottolinea come la transizione ecologica rappresenti un’opportunità per rendere le aziende più efficienti e resilienti.

Risorse per investire

A supporto della filiera è stato attivato anche un plafond da 20 milioni di euro, destinato alle imprese per investimenti in sostenibilità e innovazione.

Un segnale concreto per accompagnare un settore simbolo della Campania verso le sfide future, senza perdere il legame con il territorio.

Commenta

This div height required for enabling the sticky sidebar