Italia Viva – Casa Riformista Eboli: “Una pagina triste per Eboli. Fatevi da parte, per il bene della nostra Città.”
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C’è qualcosa di profondamente triste in quanto accaduto ieri.
Non è più soltanto una crisi politica.
Non è più soltanto una maggioranza che non esiste più.
È la sensazione dilagante di una città tenuta in ostaggio da una lunga e logorante battaglia per la sopravvivenza politica di pochi.
Il Consiglio Comunale convocato con carattere di urgenza non si è nemmeno aperto. E ad essere assenti sono stati proprio coloro che, da settimane, continuano a richiamare tutti al senso di responsabilità e al bene della città.
Il Sindaco Conte, che quotidianamente invita le forze politiche all’unità, non si presenta in Consiglio Comunale.
Il Presidente del Consiglio Comunale Brenga, che quella seduta l’aveva convocata d’ufficio e con carattere di urgenza, è assente.
Assente il Vicepresidente Cardiello, che nei giorni scorsi aveva pubblicamente invocato un percorso condiviso per salvare la città.
Assente anche il consigliere Comunale che ha sempre rivendicato la presenza in aula come un dovere morale verso gli elettori, respingendo ogni accusa di rappresentare una stampella occulta dell’Amministrazione.
Di fronte a tutto questo sapete cosa prevale?
Una profonda amarezza.
Amarezza per le occasioni perdute.
Amarezza per il tempo sprecato.
Amarezza per una città che continua ad essere trascinata dentro una crisi che avrebbe richiesto coraggio, chiarezza e assunzione di responsabilità.
Perché mentre Eboli aspetta risposte, mentre la città resta ferma e l’azione amministrativa appare paralizzata, l’impressione che si ricava è quella di una politica concentrata non sul futuro della comunità ma sulla ricerca disperata di una soluzione che consenta di mantenere in vita un’esperienza amministrativa ormai priva della propria maggioranza originaria.
Minoranza, ormai, in Consiglio Comunale.
Minoranza, da tempo, nella città.
La scelta del 30 giugno appare sempre più per quello che è stata: un espediente formale utile, nella mente di qualcuno, a guadagnare tempo.
Un tentativo di aggrapparsi ad una data e ad una interpretazione procedurale per rinviare ancora una volta il momento della verità.
Ancora più singolare appare la decisione di fissare la seconda convocazione addirittura tredici giorni dopo la prima. Una circostanza che, a memoria politica cittadina, rappresenta un’anomalia difficilmente spiegabile con esigenze istituzionali.
E allora la domanda diventa inevitabile: perché servono altri tredici giorni?
Cosa si sta aspettando?
Perché una città intera deve restare sospesa?
Da settimane, nei corridoi della politica cittadina, si rincorrono indiscrezioni e ricostruzioni che parlano di frenetici tentativi di ricomporre una maggioranza perduta attraverso nuove distribuzioni di incarichi, nuovi assetti, nuove presidenze, azzeramenti e redistribuzioni di deleghe.
Non sappiamo cosa vi sia di vero in queste voci.
Sappiamo però che il quadro che si offre ai cittadini è devastante.
Perché mentre Eboli affronta problemi reali, la percezione è quella di una politica impegnata soprattutto nella ricerca di numeri, equilibri e adesioni necessarie a conservare posizioni, incarichi e ruoli.
Se questa percezione fosse anche solo lontanamente fondata, ci troveremmo davanti alla rappresentazione più triste della politica: non il confronto sulle idee, non la ricerca di soluzioni per la città, ma una frenetica trattativa permanente nella quale il bene comune rischia di essere sostituito dalla salvaguardia delle poltrone.
E tutto questo mentre si tenta di guadagnare altro tempo attraverso cavilli e forzature procedurali che rischiano di apparire come un modo per aggirare lo spirito della diffida prefettizia.
Le istituzioni meritano rispetto.
Il Prefetto merita rispetto.
I cittadini meritano rispetto.
Per questo auspichiamo che la Prefettura continui a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda e valuti ogni iniziativa ritenuta opportuna affinché nessuno possa trasformare una crisi politica conclamata in un interminabile esercizio di equilibrismo.
Eboli non può essere ostaggio della conservazione delle poltrone.
Eboli non può essere ostaggio dei tatticismi.
Eboli non può essere ostaggio di chi continua a rinviare il confronto con la realtà.
Gli ebolitani meritano una classe dirigente capace di mettere il bene comune, e non il proprio destino politico personale, davanti a qualsiasi interesse di parte.
Perché quando una città viene costretta ad attendere mentre altri trattano, calcolano e rinviano, a perdere non sono i politici: a perdere è la nostra martoriata Eboli.
E l’invito diventa uno solo, dal cuore:
Fatevi da parte.
Fatelo per il bene della nostra Città.
Cosimo Naponiello – Consigliere Comunale
Carmine Busillo – Presidente cittadino