Eboli- Gianfranco De Nigris entra nel CdA di Sophia High Tech
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C’è una frase di Ernest Hemingway che Gianfranco De Nigris ama ricordare:
“Non c’è niente di nobile nell’essere superiori al tuo simile. La vera nobiltà è essere superiori a ciò che eri ieri.”
È una frase che parla di crescita. Ed è probabilmente quella che meglio descrive il percorso che lo ha portato nel Consiglio di Amministrazione di Sophia High Tech, una delle aziende italiane più avanzate nel settore aerospaziale.
Dallo stabilimento di Somma Vesuviana, Sophia progetta e realizza componenti destinati allo spazio, all’aeronautica e alla difesa. Nel 2025, componenti sviluppati dall’azienda sono stati impiegati in tutti i lanci spaziali europei che hanno raggiunto l’orbita, contribuendo a portare un pezzo di ingegneria campana oltre l’atmosfera.
Per De Nigris, manager della finanza di origini ebolitane, però, l’innovazione non è soltanto una questione di numeri, brevetti o investimenti. E i numeri, sono la sua materia, avendo trascorso gran parte della sua carriera in primarie banche di investimento.
«Sono convinto che anche l’industria abbia una propria estetica. Un componente progettato per lo spazio, quando nasce dall’incontro tra ingegno, precisione e passione, possiede una bellezza che va oltre la sua funzione. È la stessa ricerca dell’essenziale che ritrovo nella letteratura che amo.»
Chi lo conosce sa che accanto alla finanza e alle operazioni industriali convivono una passione per Hemingway, Fitzgerald e l’arte italiana. Un interesse che non considera distante dall’impresa, ma complementare.
«Le grandi aziende non si costruiscono solo con capitale e tecnologia. Si costruiscono con una cultura condivisa, con persone che credono nella qualità del proprio lavoro e con l’ambizione di lasciare qualcosa che duri nel tempo.»
La nomina arriva in una fase di forte crescita per Sophia High Tech, che prevede di raggiungere circa 70 dipendenti entro il 2027 e di continuare ad assumere ingegneri, tecnici e ricercatori nello stabilimento di Somma Vesuviana.
Per De Nigris, il significato di questo percorso va oltre una semplice nomina.
«Mi piacerebbe che tra qualche anno Sophia fosse ricordata non solo per le tecnologie che ha sviluppato, ma per aver dimostrato che anche nel Mezzogiorno si possono costruire aziende capaci di competere con le migliori al mondo. La tecnologia crea valore, ma è la cultura dell’eccellenza che costruisce il futuro.»
In un’epoca in cui tutto sembra misurarsi in velocità, la storia di Sophia High Tech racconta invece un’altra idea di impresa: quella in cui la precisione è una forma di rispetto, l’innovazione è una responsabilità e la bellezza può nascere anche da un componente destinato a volare nello spazio.