SALERNITANA, PAGANO: «NESSUN RIDIMENSIONAMENTO. BUDGET DA 15,6 MILIONI, 11 MESSI DA IERVOLINO»
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Nessun abbandono, nessuna liquidazione e nessuna dismissione. E soprattutto nessuna scelta societaria orientata al ridimensionamento economico. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato della Salernitana, Umberto Pagano, intervenuto per fare chiarezza sulle numerose ricostruzioni circolate negli ultimi giorni attorno alla situazione economica e al progetto del club granata.
Pagano ha voluto partire proprio dai numeri, contestando alcune cifre diffuse recentemente: «Il dato che posso dare è che il budget messo a disposizione è stato pari a 15 milioni, di cui 11 milioni messi dalla proprietà». Una precisazione arrivata dopo le ricostruzioni che avevano parlato di un ridimensionamento degli investimenti da parte di Danilo Iervolino.
Secondo l’AD, quindi, parlare di un ridimensionamento economico non sarebbe coerente con gli impegni sostenuti dalla proprietà sul mercato: «Chi ha affermato il ridimensionamento ha detto una fake, non corrispondente agli impegni di mercato».
+++«A Salerno esiste la figura del suggeritore seriale»+++
Pagano ha poi spostato il discorso sul rapporto tra società, giornalisti e informazioni che vengono fatte circolare: «A Salerno c’è una nuova figura: il suggeritore seriale, che dà informazioni errate ai giornalisti».
L’invito dell’amministratore delegato è quello di verificare preventivamente le informazioni, soprattutto quando riguardano gli investimenti della società: «Se ci sono notizie trasferite, chiedete conferme alla comunicazione, ma soprattutto sugli investimenti».
++RISPETTO AL PRESUPPOSTO INIZIALE DELLA CONTINUITÀ+++
«L’idea era la continuità, poi il mercato ha cambiato le dinamiche»
Pagano ha riconosciuto che la stagione non sia iniziata nel migliore dei modi, ma ha respinto l’idea che ciò possa essere ricondotto a una volontà di ridurre gli investimenti: «Non abbiamo cominciato nel migliore dei modi, questo è possibile dirlo. Ma non si può dire che Iervolino si sia dato un ridimensionamento economico».
+++ IL FUTURO DI IERVOLINO E LA POSSOBILE CESSIONE+++
Il passaggio più delicato riguarda però il futuro della società.
Alla domanda sul fatto che Daniele Faggiano ritenga concluso il ciclo di Iervolino, Pagano ha lasciato intendere che la società potrà essere ceduta, precisando però che questo non significherebbe un disimpegno immediato o una sottrazione di responsabilità.
La società, ha spiegato, «verrà venduta nel rispetto della tifoseria e della città di Salerno».
Una prospettiva che, nelle parole dell’AD, non deve però essere interpretata come un passo indietro della proprietà nella gestione attuale: la società continua infatti a delegare ai propri responsabili i singoli settori, mantenendo una struttura organizzativa definita.
La conferenza stampa si è chiusa con un messaggio rivolto direttamente alla piazza, anche alla luce dei comunicati diffusi nelle ultime ore dalle componenti più rappresentative della tifoseria granata.
+++ LA CREPA CON LA COMPAGINE DEL TIFO+++
Pagano ha riconosciuto apertamente il momento di tensione e il sentimento della tifoseria: «Oggi siamo consapevoli del malcontento e della delusione del pubblico e dell’atto di fiducia ricevuto anche con la sottoscrizione degli abbonamenti, che abbiamo fatto in tutti i modi potessero essere accessibili a tutti».
Da qui l’appello a riportare l’attenzione sull’obiettivo sportivo, al di là delle discussioni sul futuro societario: «Rassicuro, sperando di spegnere gli animi, che al di là di ogni discorso sulla proprietà del club, l’obiettivo è portare questa squadra ai vertici della classifica».
Pagano ha quindi rivendicato lo sforzo economico sostenuto dalla società, ma ha spostato il focus su quello che adesso dovrà accadere sul terreno di gioco: «Noi abbiamo fatto fronte a spese importanti. Ora bisogna metterli in condizione di operare sul campo».
È proprio questa, in definitiva, la sintesi della conferenza: la società ha voluto respingere l’idea di un ridimensionamento economico, riconoscere il malcontento della piazza e chiedere tempo perché gli investimenti e le scelte compiute possano essere valutati attraverso i risultati del campo.