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Episodi di razzismo contro il giovane attaccante della Cavese, la denuncia sui social

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«Insultato perchè sono nero» queste le parole di Massimo Goh, attaccante della Cavese, giovane ragzzo di colore che scende ogni domenica in campo per fare ciò che ama di più.

Ieri sera, qualche ora dopo la fine della partita tra la Cavese e il Catanzaro, sul suo profilo Instagram il giovane attaccante biancoblù Massimo Goh ha denunciato di esser stato vittima di cori razzisti da parte dei tifosi calabresi.

Il 20enne, ieri rimasto in panchina per l’intera durata del match Cavese-Catanzaro, mentre rientrava negli spogliatoi a fine gara, sarebbe stato offeso da una minoranza dei circa 100 sostenitori calabresi arrivati in Campania.

Episodio che Goh ha scelto di denunciare sui social: “Per la seconda domenica di fila – racconta il calciatore nato a Torino ma con origini ivoriane e in passato convocato anche dalle rappresentative giovanili azzurre (U15 e U16) – sono stato insultato per il colore della mia pelle, la prima volta non ho detto niente e ho sbagliato ma ora ne ho abbastanza di ‘sto schifo… Ma ci rendiamo conto?”.

Parole dure da parte di Goh, che poi ha proseguito: “In tanti mi hanno detto di lasciare stare ma io non voglio, per me chi sbaglia paga. Queste persone non devono entrare negli stadi, si devono squalificare per un po’ di anni“.

L’attaccante ha poi concluso con un messaggio forte e chiaro: “Il razzismo va oltre il calcio, è un tasto che non si deve toccare. Sono nero e sono fiero ed anche di come sono italiano ne vado fiero“.

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