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Campolongo Hospital, Malangone (Uil Fpl): “indennità e diritti per i lavoratori”

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Tempo di Lettura: 5 minuti

EBOLI. Riteniamo necessario, far memoria, a Noi stessi e quanti con noi in questi mesi hanno condiviso, i fatti, le scelte, gli atti e i percorsi che abbiamo messo in campo, come Segreteria Uil Fpl, nella gestione della emergenza Covid – 19, al Campolongo Hospital.

Come più volte scritto, e in più sedi ribadito, va evidenziato e sottolineato che, la Pandemia la quale ha contaminato gran parte del Pianeta, senza risparmiare nessuno, provocando oltre di 6.000.000 di morti, ha costretto i Servizi Sanitari di tutto il Mondo a riorganizzarsi, nello stesso momento in cui avevano l’obbligo di gestire l’emergenza; in Italia, che come argomento ci tocca più da vicino, abbiamo assistito al collasso del Sistema Sanità di quello Regioni le quali ne detenevano in blasone.

La Uil Fpl di Salerno, ha da subito apprezzato, plaudito e condiviso le scelte ed il piano sanitario della Regione Campania predisposto per gestire e contenere, una eventuale esplosione della curva epidemiologica nel nostro territorio.

Il Governo Regionale, ha ben utilizzato le risorse ospedaliere disponibili, mettendo in campo una “globalizzazione” del Sistema Sanitario, il quale alla luce dei numeri che oggi analizziamo, ha dato ragione delle scelte fatte.

Noi abbiamo, nello specifico, sostenuto e rivendicato le scelte del Campolongo Hospital, quando, in piena Pandemia, ha deciso, di convertire le proprie attività, e le sue professionalità, per garantire assistenza e diritto alla salute, ospitando pazienti asintomatici e paucisintomatici, ricoveri, che erano “figli” del piani di riorganizzazione del Sistema Sanitario pensato e attuato dalla Regione Campania.

Come Uil Fpl, ci è dispiaciuto leggere le critiche fatte da chi forse non condividendo le scelte della Clinica ubicata alla Marina di Eboli, o sottovalutando le sue professionalità, ha scritto pagine le quali, non merita la storia del Campolongo Hospital, ma soprattutto parole e frasi che non meritavano di leggere le lavoratrici e i lavoratori del Campolongo Hospital, i quali con professionalità e competenza, hanno guarito 29 dei 32 pazienti i quali avevano contratto il Coronavirus. La Uil Fpl, ha ritenuto, nella sua azione sindacale, di dare testimonianza e presenza, per dimostrare alle lavoratrici e ai lavoratori che non erano soli, abbiamo accompagnato nei sopralluoghi della sicurezza dei luoghi di lavoro, le autorità Cittadine e Sanitarie, abbiamo ascoltato le parole dei vertici dell’unità di crisi della Regione Campania, quando hanno apprezzato il lavoro fatto dal Campolongo Hospital.

Riteniamo, ancora aperta la discussione avviata con la Direzione Generale in merito a degli argomenti ai quali auspichiamo una serena sintesi e la stipula di un condiviso accordo, sui seguenti punti: indennità da riconoscere a quanti nel pieno della emergenza Coronavirus ( 06 / 25 Marzo 2020); una indennità da riferirsi alla presenza da riconoscere ai lavoratori che hanno prestato servizio durante i tre mesi in cui la Clinica è stata convertita in Centro Covid; indennità di riconoscenza ai tanti lavoratori che si sono offerti ed hanno prestato servizio nel reparto di isolamento Covid al Campolongo Hospital, lavoratrici e lavoratori che non abbiamo sbagliato quando li abbiamo definiti eroi, quando li abbiamo salutato ed applaudito con il suono delle sirene, lavoratrici e lavoratori che sono quegli angeli che oggi ascoltiamo nei commossi e commoventi racconti di chi, è stato “attore protagonista” vincente di una pandemia che di morti ne ha fatti contare a milioni.

È nostro convincimento sedersi al tavolo e ricercare la giusta strada per rivedere delle scelte le quali riteniamo potevano e dovevano avere altre soluzioni, e ci riferiamo all’uso fatto delle ferie fatte usufruire ai lavoratori; così come riteniamo necessaria una attenda e serena discussione in merito alla comunicataci volontà del Campolongo Hospital di voler utilizzare il F.I.S.

Siamo certi che qualche contrattempo, per carichi di lavoro divenuti oramai insostenibili possono provocare ritardi nelle comunicazioni, ha rallentato alcuni percorsi, i quali, riteniamo andavano, nel rispetto dei ruoli, approfonditi e condivisi; purtroppo gli accadimenti, ci costringono rivendicare lo svolgimento del nostro ruolo, un ruolo che abbiamo, e continueremo a svolgere, come sempre abbiamo fatto, con onestà morale ed intellettuale, con rispetto e stima, certi e sicuri avere di fronte interlocutori animati dagli stessi sentimenti.

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