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Autostrada del Mediterraneo (A2): via alla sperimentazione di asfalti innovativi e nuove metodologie sostenibili

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Anas (Gruppo FS italiane) ha avviato lungo la A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, la sperimentazione di asfalti innovativi e nuove metodologie in tema di sostenibilità e riduzione delle risorse naturali a basso impatto ambientale.

 

Le attività si sono svolte nelle giornate del 6 e del 7 Aprile ed hanno interessato il tratto autostradale in prossimità dello svincolo di Atena Lucana, in direzione sud, dal km 88,200 al km 90,000.

 

Durante il primo ‘campo prova’, è stato analizzato il comportamento tecnico e gli indici di performance nei tre strati di pavimentazione base, binder e tappeto di usura drenante, mediante l’utilizzo di alte percentuali di fresato ( 60% base- 60% binder-30% usura) con l’inserimento di alcuni particolari polimeri termoplastici e additivi rigeneranti ed antiossidanti, nell’ ottica di raggiungimento di un sistema auto-sostenibile e circolare nella produzione di conglomerati bituminosi.

 

Gli interventi di manutenzione della rete stradale, che siano essi superficiali o profondi, generano un accumulo esponenziale di fresato dovuto al forte sbilanciamento tra il materiale di risulta dalla fresatura e le attuali percentuali di impiego possibili nella produzione di nuovi materiali.

 

Lo studio ha come obiettivo quello di utilizzare le grandi quantità di fresati provenienti dalle demolizioni delle pavimentazioni esistenti, poiché attualmente la presenza di queste grandi quantità, risulta essere una delle problematiche più importanti, che hanno i produttori di conglomerato bituminoso

 

Il secondo campo prova ha riguardato la sperimentazione relativa all’utilizzo di macchinari per la pulizia profonda del conglomerato bituminoso di usura drenante che potrebbe riuscire a dare una grande innovazione nel campo della sostenibilità ambientale poiché riuscirebbe, senza la movimentazione di alcun materiale ma solo tramite la pulizia profonda dello strato di usura drenante, a riportare a degli indici di performance ottimali o quantomeno soddisfacenti il tappeto di usura in sito.

 

Si è potuto constatare che questa tecnologia permette di togliere omogeneamente le parti fine dalla struttura della pavimentazione e del bitume attorno ai grani, rivitalizzando lo strato drenante apportando un sensibile aumento di aderenza ed aumentando anche il drenaggio dell’acqua.

 

Queste metodologie, le prime a doversi realizzare a livello nazionale e ad oggi in fase di sperimentazione da parte di Anas, potranno dare un nuovo ed un forte impulso in materia di ecosostenibilità e di riciclo delle materie secondarie e a dare una svolta importantissima nel campo del ‘green pavement’.

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