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Passaggio di consegne all’Università Orientale di Napoli: Maria Laudando è la nuova rettrice, focus sul rilancio del patrimonio di Eboli

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Tempo di Lettura: 5 minuti

EBOLI – Si è tenuta il 27 ottobre 2026, presso la sede di Eboli, la formale cerimonia di avvicendamento alla guida dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Il rettore uscente, Roberto Tottoli, ha passato ufficialmente il testimone a Maria Laudando, che si insedierà al vertice dell’ateneo il prossimo 1° novembre. L’incontro, svoltosi alla presenza del dirigente Antonio Sinno, è stato coordinato dal direttore del presidio ebolitano, Luigi Adinolfi.
Al centro del passaggio di consegne vi è la centralità strategica del patrimonio agrario dell’ateneo situato nella Piana del Sele, un’eredità storica legata a doppio filo alle origini stesse del fondatore dell’istituto.
Il bilancio del rettore uscente Roberto Tottoli
“Concludo sei anni di mandato all’insegna della valorizzazione del nostro patrimonio agrario di Eboli nella Piana del Sele”, ha dichiarato Roberto Tottoli nel suo discorso di commiato. “Il progetto di recupero e ristrutturazione dei nostri beni è avviato, così come una serie di iniziative con enti e amministrazioni locali che segneranno una nostra maggiore presenza sul territorio. I luoghi di origine del nostro fondatore, che ci ha lasciato un patrimonio fondamentale per il bilancio, sono una straordinaria risorsa del nostro ateneo. Nei sei anni di rettorato anche la consapevolezza dei nostri docenti e colleghi è aumentata per l’importanza dei nostri beni. Sono certo che la nuova rettrice continuerà questa linea operativa di valorizzazione”.
Le linee programmatiche della nuova rettrice Maria Laudando
Maria Laudando ha espresso profonda gratitudine per il lavoro svolto dal suo predecessore, sottolineando la responsabilità del nuovo incarico: “Con grande orgoglio e senso di responsabilità raccolgo il testimone del rettore uscente, a cui va il merito di aver dedicato una attenzione costante a questo patrimonio. Parliamo di un importante complesso aziendale che vanta una cappella dedicata a Santa Cecilia, che dà il nome alla sezione, con un’estensione di terreni irrigui di oltre 500 ettari. Il progetto di ristrutturazione della cappella e dell’azienda agricola è stato iniziato, ma bisognerà seguire tutte le fasi successive per la realizzazione”.
L’importanza storica del Presidio di Eboli
Il direttore del presidio, Luigi Adinolfi, ha voluto ringraziare sentitamente il rettore Tottoli per la costante cura posta nei rapporti con le istituzioni locali e con i fittuari del patrimonio.
La sede di Eboli rappresenta storicamente un’eccellenza produttiva e accademica per la Campania. Fino al 1996, sotto la gestione diretta dell’allora direttore Matteo Adinolfi, la struttura vantava un allevamento bufalino di oltre 700 capi e più di 300 ettari di frutteti e grandi cultivar, posizionandosi come un vero e proprio fiore all’occhiello dell’economia e della ricerca agricola nell’intera Piana del Sele. Il nuovo piano di ristrutturazione punta a ricollegare l’ateneo a questa prestigiosa tradizione, proiettandola nel futuro.

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