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Polla, risarcimento: dalla Corte di Cassazione arriva la respinta al ricorso

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POLLA. Nulla da fare per il Comune di Polla, al Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dall’Ente nella speranza di ottenere la revisione della sentenza della Corte di Appello di Salerno, la quale aveva rigettato la domanda per l’ottenimento di un risarcimento di 38mila euro da parte del titolare di un’impresa di autodemolizione.

La somma in questione era stata infatti spesa dal Comune per smaltire i rifiuti prodotti dall’impresa e per il ripristino dello stato dei luoghi risultati inquinati dalle scorie depositate abusivamente dall’attività.

Il tribunale di Salerno rigettò in primo grado la domanda e la Corte di Appello di Salerno si pronunciò sul ricorso del Comune di Polla, riconfermando la decisione del Tribunale in quanto gli elementi indiziari raccolti a carico del titolare, da parte dei vigili urbani e dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, non erano “contrassegnati da necessaria incisività probatoria”.

Questo perché i rilievi effettuati non provavano che la totalità dei rifiuti fosse riconducibile al titolare dell’attività e che quindi l’intera spesa di 38mila euro fosse interamente addebitabile al titolare dell’attività di autodemolizione. Le motivazioni avanzate in precedenza sono state giudicate corrette dalla Cassazione, che ha quindi confermato la decisione della Corte di Appello.

Nonostante la presenza tra le prove di documenti che riconducevano alla ditta di autodemolizione infatti, anche in questo caso la totalità dei rifiuti inquinanti ritrovati non era imputabile all’impresa in questione. Inoltre la documentazione sulle spese per la bonifica non prova che l’intera spesa effettuata fosse effettivamente addebitabile al convenuto.

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