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Confagricoltura Salerno: “negli ultimi 10 anni perso il 40% delle aziende, necessario rilancio”

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SALERNO. Domani si celebrano a Salerno i 90 anni dalla costituzione della Centrale del Latte, in occasione della Giornata mondiale del latte. “Confagricoltura Salerno nel condividere pienamente lo spirito della manifestazione, orientata ad esaltare il consumo consapevole di questo prezioso alimento che è anche materia prima altrettanto importante, ritiene doveroso cogliere questo evento per fare il punto sullo stato dell’allevamento vaccino in provincia di Salerno – afferma Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno – con lo scopo di sollecitare i pubblici poteri ad adottare organiche politiche di rilancio del comparto vaccino, strategico per la tenuta di un territorio vasto e del quale ampia parte è in zone collinari e montante”.

Nel 2018 in Provincia di Salerno si sono prodotte circa 48.981 tonnellate di latte vaccino, stando ai report di Agea. Ma nel 2008 la produzione era attestata a 58.636 tonnellate, il che significa una perdita netta del 18% nel decennio in questione. Dietro questo calo produttivo c’è la chiusura di tante stalle: nel periodo in esame 4 produttori di latte vaccino salernitani su 10 hanno chiuso le proprie stalle.

“Le cause sono almeno tre – analizza il presidente Costantino – da un lato occorre ricordare che la politica di assegnazione delle quote latte negli anni scorsi ha favorito le regioni del Nord, tanto che ora la produzione di latte fresco è largamente concentrata (80%) in quattro regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte), d’altro canto non si può fare a meno di notare, che al netto dei provvedimenti emergenziali del Governo nella scorsa legislatura, restano sul tappeto il problema di un prezzo del latte alla stalla che a Salerno è oggi di 40 centesimi al litro, come nel 1990, vale a dire 800 vecchie lire, mentre nel frattempo i costi aziendali sono aumentati del 30% e la politica di bassi prezzi al consumo della Gdo sul latte UHT, che ha trascinato il segmento del fresco alta qualità in una rincorsa agli sconti verso il consumatore.”

Il conseguente abbandono delle attività e la riduzione della produzione lattiera si è consumata soprattutto a danno delle aziende situate in zone di montagna e collina: ”Le realtà allevatoriali più piccole e poste in condizioni di maggiore svantaggio competitivo hanno pagato così il prezzo più alto di questa situazione di non governo del settore – ricorda Costantino – al quale si associa il costo sociale dell’abbandono di territori delicati che oggi non sono più presidiati dall’uomo e che incrementano il rischio idrogeologico in questa fase di cambiamento climatico che sta stravolgendo i cicli naturali e i ritmi stessi dell’economia agricola.”

Confagricoltura Salerno confida che la festa per i 90 anni della Centrale del Latte di Salerno possa essere un momento di riflessione per tutti, nel segno di una volontà comune al territorio di Salerno: rimettere al centro delle politiche nazionali e regionali la necessità di ridare slancio all’attività delle aziende zootecniche impegnate nella produzione di latte vaccino.

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