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Da vinci, una vecchia tecnica di sonno per ottimizzare le nostre prestazioni?

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Tempo di Lettura: 2 minuti

Qualcuno di voi o forse nessuno ha almeno una volta nella vita sentito parlare del sonno polifasico. C’è chi l’ha preso come un dogma chi come una strana usanza o suggestione.

Ma cos’è il sonno polifasico?

A darci una possibile risposta potrebbe essere il suo primo esponente. Leonardo Da Vinci.

Il sonno polifasico è la ripartizione delle ore di sonno, nel corso dell’intera giornata e nottata, in spezzoni da 15-20 minuti alla volta ogni 4-5 ore.

Non possiamo dirlo per certo, ma sembra che Leonardo da Vinci usurfuisse di questa particolare tecnica per mantenere attivo il suo genio.

Questa tecnica solo le Novecento venne chiamata sonno polifasico, con lo scopo di distinguerlo da quello bifasico (il classico sonnellino pomeridiano) e monofasico (il sonno notturno).

Da diversi studi in questo campo risulta che Da Vinci non fosse l’unico a utilizzare il sonno polifasico ma anche altri grandi geni del passato. Da Thomas Edison a Napoleone Bonaparte arrivando poi a Whinston Churcill questa tecnica era ben visto.

Non è ancora appurato se questo modo di dormire possa essere effettivamente positivo per il corpo umano, ma a giudicare dai suoi esponenti c’è da sperare.

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