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Ises, il presidente Tullio Gaeta denuncia: “anomalie nel bando”

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EBOLI. È ancora caso Ises, dopo le indiscrezioni di settimana scorsa, nelle quali si è parlato di chiusura e licenziamenti, questa volta a dire la sua è il presidente della cooperativa “Nuova Ises” Tullio Gaeta che denuncia: «nel bando redatto dal commissario liquidatore ci sono delle anomalie».

È il quinto, questo, dopo che gli altri quattro sono andati deserti. Con questo documento è però emerso qualcosa di importante: pare che tra i soci-lavoratori ed il commissario liquidatore Angela Innocenti ci sia una frattura. Carte alla mano, Gaeta ha spiegato la situazione in cui si trova il centro di riabilitazione ebolitano.

«Le date parlano chiaro, il bando redatto non fa altro che vendere, per 1 milione e 500mila euro, una probabilità. Perché con il preventivo di licenziamento di 50 dipendenti e la delocalizzazione dei 20 residenti questo è quanto rimarrà dell’Ises: le suppellettili. Nemmeno la struttura, visto che è in affidamento temporaneo. Questo in vista del bando, l’ennesimo, per la vendita del ramo d’azienda».

Le lettere di licenziamento avranno esecutività il 18 dicembre. Per Gaeta dunque «già il giorno dopo, il 19 dicembre, all’Ises non ci saranno più dipendenti». A questo seguirà lo spostamento dei 20 ragazzi in altre strutture. La domanda è dunque legittima per Gaeta: «con un bando del genere, cosa compra un potenziale imprenditore interessato?». Si rischia dunque che anche questa volta il bando vada deserto.

Anomalie che, unite all’inattività del commissario «che non sta facendo nulla mentre abbiamo i creditori addosso, e che si presenta solo una volta al mese», potrebbero spingere i soci-lavoratori ad intraprendere azioni legali. 

«Stiamo seriamente considerando la possibilità di presentare varie denunce. Il commissario dovrà spiegarci cosa intende fare dell’Ises. Se non lo vuole fare qui con noi lo farà in un’aula di tribunale». Questo perché, nonostante la volontà dei soci-lavoratori e dell’imprenditore milanese, che nei mesi scorsi avrebbe manifestato interesse nell’acquisto (ed il quale, precisa Gaeta «non si è defilato, come alcuni giornali hanno scritto: abbiamo i documenti che provano che ancora paga le fatture per i lavori di Palazzo Fulgione e Merola»), il commissario avrebbe detto no a qualsiasi potenziale accordo sull’acquisto.

«Anche il Ministero ha confermato che nel bando presentato ci sono anomalie – ha concluso Gaeta – a questo punto la commissaria dovrà spiegare con precisione cosa vuole fare dell’Ises».

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